Più del possibile, la recensione dell’esordio discografico dei 3AQ

Più del possibile, la recensione dell’esordio discografico dei 3AQ

Il primo disco cremasco del 2015 è senza dubbio un’opera che era attesa da un po’. Si tratta di Più del possibile, esordio dei 3AQ, gruppo che è sulle scene gia da qualche anno e unisce in se percorsi musicali diversissimi. Il gruppo è, infatti composto da musicisti di lungo corso che hanno storie assai differenti: Paolo Cella, Luca Angelini, Francesco Zuvadelli, Andrea Zenone e Paolo Simonetti.

Intanto cosa significa l’acronimo 3AQ? Anche se nella sonorità della pronuncia ricorda il nome dialettale del Cresmiero significa three arts quintet, il quintetto delle tre arti. Perché sin dall’inizio della sua storia il quintetto ha cercato di far confluire nella propria opera musica, poesia e danza.

E nella suite in due movimenti La dimensione delle tra arti, che con i suoi dieci minuti apre il disco, hanno cercato di mettere subito in chiaro il loro manifesto programmatico. Composta dal maestro Zuvadelli ha in se le grandi sonorità progressive degli anni ’70 nella prima parte e i grandi impasti vocali del rock adulto nella seconda parte. Un inizio coraggioso nel 2015 del mordi e fuggi dove le canzonette da tre minuti immediate dominano le radio e le classifiche.

Nel terzo pezzo tocca a Paolo Cella apporre la firma. Il titolo è Rachele ed il brano è dedicato a sua figlia. Si cambia decisamente aria con un rock radiofonico che si potrebbe definire AOR. Un bel riff di quelli da band anni ’70, comunque i riferimenti soni li, e l’amore del gruppo per i Toto (parte dei componenti fanno parte della tribute band Toto Town) e per le sonorità levigate di certo rock americano da stadio sono risapute.

Il quarto brano è firmato ancora da Cella assieme ad Angelini. Un brano che avevano già sentito dal vivo. Il Solitario mette in campo l’impegno sociale del gruppo, visto che parla di un partigiano e giornalista che si chiama Giorgio Morelli. Un pezzo riflessivo dal bel testo e dall’incedere che qua e la ha richiami alla tradizione folk rock di impegno italiana tra Nomadi e gang ma sempre col piglio strutturato del gruppo cremasco.

La lune l’è pasada da che si apre con un arpeggio che sembra un tributo a More than world degli Extreme. Scritta da Paolo Cella, non nuovo all’utilizzo del dialetto nelle sue composizioni. Si tratta di un dialogo immaginario tra un cantautore cremasco chiamato Materna e lo stesso Cella.

Ancora la firma di Cella per La Rete. Pezzo dedicato a Marco Motta, amico del cantautore cremasco scomparso qualche anno fa. Un lungo flashback in cui si rievocano le giornate da adolescenti. Pezzo molto personale e dalla sonorità dominata dal pianoforte. Cantanto con trasporto dallo stesso autore.

Tutt’altro piglio per la canzone che da il titolo al disco, la storia di una ragazza che rimane incinta durante la guerra ed attende il ritorno di lui dal fronte. Firmata da Cella e Angelini si appoggia su un riff molto marziale ed epico che fa da contrappunto al cantato più soft, che cresce nel ritornello molto orecchiabile. Una bella figura femminile “un plauso a tutte le donne forti che devono crescere figli da sole”, ci raccontano.

Torna la firma di Zuvadelli per il breve intermezzo pianistico dal titolo Il talento ed il tormento di Claudio, dove il Claudio del titolo è il musicista classico Monteverdi, anche se il brano è dedicato a Claudio Martinenghi. Lo strumentale mostra appieno la radice classica di Zuvadelli e fa da preludio al brano che chiude il disco.

Prima che nasca il giorno è firmata da Cella e Angelini, ma l’impressione è che musicalmente abbia maggior peso Angelini. Una storia d’amore tra un uomo adulto e una ragazza molto più giovane. Un pezzo che esplode nella seconda parte. Sempre sotenuto dalle tastiere inanella l’ennesima bella melodia del disco con un finale tutto chitarristico ad appannaggio del funambolico Angelini.

E’ senza dubbio un disco maturo quello che il gruppo cremasco sforna ad aprire questo 2015. Le influenze diverse dei cinque componenti si sentono, anche se come specificato nel track by track, Simonetti e Zenone non firmano nessun brani specifico. Dal vivo il gruppo, lo sappiamo, è una sicurezza. Sappiamo che stanno preparando un tour per lanciare alla grande questo disco, che presto sarà presente su iTunes e sarà distribuito ai concerti. Li seguiremo.

Emanuele Mandelli

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