Prima Persona, quando si andava al cimitero con la corrierina

Prima Persona, quando si andava al cimitero con la corrierina

La A la B o la C. No, non sono le proverbiali tre buste dei quiz televisivi degli anni ’70, ma ad un ricordo molto anni ’70 sono legate. Erano i nomi delle tre linee urbane di corrierine che percorrevano Crema. Formate storiche: ospedale, cimitero, la talpa, le frazioni. Si prendeva il biglietto e si attendeva il pulmino arancione sferragliante che arrivava e ti portava a destinazione: frequentazione da pensionati.

Poi è arrivato Mio Bus. Il geniale servizio di bus a chiamata che te prendi il telefono chiami il numero verde, prenoti che ti viene a prendere a casa e ti riporta agli orari che vuoi te. Geniale, sulla carta. Mia suocera lo detesta. Prima andava a trovare il fratello alla Casa Albergo, a portare i fiori sulle tombe dei morti e a i cioccolatini alle amiche del quartiere in ospedale. Adesso non ci va più. Troppo complesso per un ultra ottantenne pensare di prendere il telefono, chiamare il giorno prima il servizio di prenotazione, dire dove e quando passare a che ora riportare a casa. Non ci va più, al massimo scassa le balle ai figli e ai parenti che sbuffano e rimpiangono le vecchie corrierine.
(dichiarazioni che il nostro Bruno Mattei ha rilasciato anche ad un quotidiano online… Leggi QUI)

In questi giorni ho letto l’interrogazione del consigliere comunale di opposizione Tino Arpini a riguardo. Propone un sistema ibrido in prova almeno per tre mesi. Dice va bene il Mio Bus ma ci sia anche un sistema di trasporto urbano collettivo da cittadina  media. Gli risponderanno che Mio Bus è perfetto, che non fa perdere soldi, che funziona da Dio, snoccioleranno dati e casseranno l’interrogazione.

Bruno Mattei non dice mai chi ha ragione e perché, ma racconta storie. Ogni volta che mi capita di prendere un pullman di Adda Trasporti per andare a Milano mi accorgo che c’è sempre una manciata di persone, neppure poche, che prende il pullman alla stazione e poi scende alle altre fermate intermedie che ci sono in città prima che il pullman si involi per Milano. Ergo: utilizza la linea Crema – Milano come se fosse una vecchia correrina. Perché?

Ma è sensato che una città di 35 mila abitanti abbia un trasporto pubblico vero, fatto di linee, orari e mezzi che circolano in città?

Bruno Mattei

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