Quando babbo natale finì invischiato in una mozione del consiglio comunale della Città Giocattolo

Quando babbo natale finì invischiato in una mozione del consiglio comunale della Città Giocattolo
  • “BABBO NATALE IN RITARDO!” – Corriere della sera
  • “Un pasticcio alla Crema!” – Il Giornale
  • “IL MONDO NEL CAOS, Babbo Natale disperso!” – Il Sole24ore
  • “Rapimento o esproprio proletario?” – la Repubblica

Questi sono alcuni dei titoli che sono comparsi sui quotidiani nazionali, ma anche all’estero parlano del caso “Babbo Natale”.
Ma veniamo ai fatti: il rosso panciuto (e non stiamo parlando di Renato Stanghellini, ma del meno conosciuto Babbo Natale), in giro di perlustrazione per pianificare la consegna dei regali, si è imbattuto a Crema in alcuni problemi che hanno avuto ripercussioni planetarie.
Il “rosso panciuto” ha raggiunto la nostra città attorno alle 8.30 di lunedì 16 dicembre, trovandosi a transitare per via Borgo San Pietro, si è subito imbattuto nell’orda di mamme agitate suvmunite che, quattro frecce sempre inserite, abbandonano il mezzo in quarta fila per il deposito del “di loro marmocchio”.
Babbo Natale, a bordo della sua fiammeggiante slitta, trovandosi imbottigliato nell’ingorgo, impotente sotto gli occhi di due agenti della locale che ancora non avevano bevuto il cappuccino nel solito bar, decide di parcheggiare le sue renne e la sua slitta ma, tornato su via Bottesini si imbatte nella seconda parte dell’isteria suvmunita, con la variante dei “di loro marmocchi” con qualche anno in meno, ma pur sempre senza problemi di deambulazione.
Una volta trovato il parcheggio, non avendo moneta perché ampiamente devoluta ai trentadue mendicanti presenti ai semafori e nel parcheggio, si allontana per recuperare l’euro bevendo un caffè al volo, nel primo bar.
Ma ecco che dal nulla, mentre il nostro rosso  panciuto trangugia il caffè, sbuca a bordo della sua bicicletta da assalto, l’ausiliario della sosta!
Il novello Rambo, addestrato da Mossad, KGB, MI5 e Navy Seals in seduta congiunta, è quanto di meglio (o di peggio) è in grado di offrire il panorama delle forze speciali.

Addestrato per essere veloce, invisibile e soprattutto mortale, si avvicina in modo fulmineo alla slitta e nemmeno il tempo per alzare una mano e il supereroe in bicicletta ha già inferto il colpo mortale stampando la contravvenzione, infilandola nel morso della renna e scomparendo nel nulla alla velocità della luce.

Babbo Natale, forte della sua posizione e della sua notorietà decide quindi di tentare l’impossibile per un umano, contestare seduta stante la contravvenzione tentando di non pagarla….
Dopo ore di rimbalzi, decide di parlare direttamente con il numero uno e si reca quindi in comune chiedendo del sindaco.

Qui deve però attendere nel corridoio, il sindaco stava infatti terminando il suo allenamento quotidiano, percorrendo i dieci km consueti nel ragguardevole tempo di 1:03,342.
– signora buongiorno, volevo conferire con lei per un increscioso episodio che mi ha visto, mio malgrado protagonista questa mattina.
– innanzitutto, si rivolga a Me con il giusto rispetto, mi chiami Signora

Dottoressa il Sindaco di Crema, si presenti come si deve e stia in piedi con il capo chino quando si rivolge a Me.
Babbo Natale non credeva ai suoi orecchi, mai aveva dovuto assistere a tali predicozzi, nemmeno quando in giovane età amava combinare dei guai e talvolta dava dei lassativi alle renne proprio prima della loro partenza per le consegne del 25 dicembre.

A fine mattinata, subita qualche ramanzina in più, riuscì a spiegare l’accaduto chiedendo alla Signora intervento chiarificatore.
Di contro, la lady del tortello spiego che la situazione non era affatto semplice, avrebbe dovuto convocare d’urgenza la giunta e probabilmente anche il consiglio, sentito prima il suggeritore ufficiale, l’addetto stampa, l’ufficio del partito e consultati finanche i fondi del caffè.

Vennero quindi convocati tutto il gotha politico cittadino per discutere della faccenda e valutare se politicamente ed economicamente si poteva intervenire privando si il comune di una lauta entrata ma agevolando al contempo un “anziano” vestito di rosso che per compiacere gli esponenti più radicali della sinistra di governo si affrettò a definire “genitore 1/bis, detto Natale”.
Mentre la slitta, le renne e anche un elfo accompagnatore venivano messi sotto tutela da parte del corpo speciale degli ausiliari della sosta, il gran consiglio si riuniva e cominciava a disquisire della questione. La seduta, per la complessità del tema trattato ma anche per alcuni interventi degli aventi diritto proseguì per alcuni giorni, presero infatti la parola:
Mario Lottaroli con il tempo di 2 ore e 58 minuti, la sintesi delle argomentazioni è incentrata sul fatto che essendo di rosso vestito avrebbe dovuto essere prontamente liberato.
– Piergiuseppe Bettenzoli con il tempo di 8 ore e 25 minuti, la sintesi delle argomentazioni oltre al sostegno alla teoria del compagno di partito volgeva però al fatto che il “genitore 1/bis, detto Natale” potesse o meno essere apparentato all’internazionale (non comunista) Santa Claus, e in questo caso avrebbe dovuto essere intransigente per ragioni ideologiche e religiose.
Il clima pesante obbligò alla sospensione.
Nei giorni successivi, a causa dei lunghi interventi, il consiglio si sospese innumerevoli volte e le dichiarazioni per voto occuparono alcuni giorni. Tra gli altri interventi, i più degni di nota furono quelli di
– Simone Beretta con il ragguardevole tempo di 32 ore e 18 minuti spesi per lo più a difendere il “Babbo Natale” per l’analogia della taglia del giro vita e per il fatto di poter dar contro al sindaco che difendeva l’operato del comandante della gendarmeria cittadina (per altro pure lui “ragguardevolmente” rotondo). Il Beretù accusò il sindaco, divagando sulle partecipare, la gestione del verde pubblico e della macchina del caffè nei corridoi comunali.
– Renato Ancorotti, di fresca nomina a cremasco dell’anno, che con il tempo di 2 minuti e 20 secondi, chiese se il signore in rosso non fosse forse accompagnato oltre che dall’elfo anche da una certa Amarië, elfa prediletta di Finrod Felagund.

Alla fine, per cercare di far da paciere, come risolutore e mediatore fu incaricato il decano Antonio Agazzi, forte della sua esperienza in merito maturata in seno ai consiglieri comunali a Soresina e sfociata con le dimissioni di massa e il comissariamento. Un successo!
L’intervento risolutore fu però dell’assessore Fabio Bergamaschi che trovò uno sponsor per il pagamento della multa.
In cambio della rassicurazione che Babbo Natale avrebbe fatto rifornimento di generi alimentari e di altri ammennicoli vari, l’Ipercoop si impegno al versamento dell’obolo alle casse comunali e in questo modo si salvarono capra e cavoli…..

Dopo una settimana di discussione il rosso panciuto poteva finalmente lasciare la città, non prima però di aver ritirato la delibera consigliare da presentare agli “invasati” che ancora tenevano renne, slitta ed elfo in custodia.
Passò un altro giorno per avere quel pezzo di carta, ma era ancora in tempo per partire e caricare la slitta per le consegne in tutto il mondo. Mentre si dirigeva al deposito successe però l’imprevedibile, perse la “bolla papale” che gli concedeva la libertà.

I guardiani furono inflessibili, non fecero sconti a nessuno e rimandarono tutto al primo giorno lavorativo utile, ovvero al 30 dicembre. Nel frattempo Babbo Natale poté disperarsi per non riuscire a compiere il suo lavoro, ma a bearsi delle bontà e delle bellezze cittadine e tra un piatto di tortelli e un piatto di salva con le tighe riuscì anche a scoprire chi aveva sottratto la delibera dalla sua tasca….

La colpa del misfatto fu dunque attribuita ad un insospettabile, un bianco (forse ex democristiano) piccolo batuffolo …..
No, signori! Non stiamo parlando di Simone Beretta, ma di Giotto!
Giotto, il de”cano” del decano, il barboncino ,di Antonio Agazzi.

Disclaimer: ogni riferimento a fatti o personaggi realmente esistiti è puramente casuale, il racconto è frutto di fantasia e non vuole ledere alcuna figura che possa nei fatti ritrovarsi casualmente rappresentata.
(Con questo vorrei evitare di essere citato in giudizio da Babbo Natale, dalle renne, da elfi o da Giotto).

Pasquino Cremasco

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