Quando grattuggiai il Gesù bambino del presepe della nonna

Quando grattuggiai il Gesù bambino del presepe della nonna

So benissimo di aver già scritto un mio articolo per lo speciale natalizio, ma purtroppo ho raccontato solo uno dei tanti episodi splatter dei miei 23 Natali vissuti. Vengo da due famiglie molto attaccate alle tradizione de Natale perciò, almeno fino a quando eravamo bambini io e le mie sorelle, i nonni allestivano i presepi.

Anche a casa mia si faceva su un mobile del soggiorno, con tanto di albero davanti alla porta-finestra che dà sul balcone. Particolarmente caratteristico era il presepe di mia nonna materna: era veramente grande, da far invidia a qualsiasi amante dell’antiquariato con quelle statuette di gesso in condizioni ancora perfette nonostante fossero molto datate e tramandate di generazione in generazione, il muschio sempre fresco davanti alla capanna e la sabbia del deserto (che veramente veniva dal deserto) con i tre Re Magi che piano piano si avvicinavano alla loro meta.

Un anno stavo aiutando la nonna a tirare fuori dagli scatoloni tutte le statuette per terra in attesa di allestire il fondo del presepe in terra, là vicino all’entrata. Solo una statua non veniva mai tenuta in cantina negli scatoloni a prendere la polvere: il Gesù bambino. Era anche questo in gesso ed appartenuto addirittura alla nonna di mia nonna, resistito indenne a ben due Guerre Mondiali, un cimelio di famiglia insomma.

Quel giorno lo trovai sul tavolo della cucina pronto per essere messo nella sua culla di paglia nella capanna. Cosa non può mancare in una cucina di una nonna? Punto comune per tutte le generazioni d’Italia (almeno credo): la noce moscata con la sua piccola grattuggia.

Non so per quale strano motivo ho fatto uno strano collegamento tra Gesù e lo strumento utilizzato per sminuzzare il frutto secco quando lo si vuole usare in cucina. Fatto sta che inizia a grattuggiare la preziosa reliquia, finché non venni sorpreso da mia nonna che dopo un urlo che farebbe invidia a certe scene di film horror, me ne diede tante, ma tante che credo di averne prese poche altre volte così.

Del povero Gesù Bambino non rimase che qualche frammento di piede. Già allora non ero destinato ad una vita da credente.

Pier Solzi

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