Quando la destra si sostituisce alla sinistra nelle battaglie sociali per i più deboli

Quando la destra si sostituisce alla sinistra nelle battaglie sociali per i più deboli

Una volta, non proprio “tanto tempo fa” andavano in scena le contestazioni ideologiche e politicizzate che contrapponevano il proletariato di sinistra alla classe borghese e capitalista. Si assisteva a dure lotte durante le quali le anime di sinistra incrociavano i favori del popolo perché combattevano le loro battaglie, combattevano lo stato di difficoltà in cui quotidianamente in molti si trovavano a vivere.

Ricordiamo tra le tante battaglie quella animalista, quella contro le pellicce e la sofferenza degli animali che per tanti anni ha accompagnato l’ingresso delle “signore” alla prima della scala. Proprio in questi giorni, mentre alla scala si teneva una “prima” un po sotto tono, a Cremona è andato in scena un altro spettacolo, quello della destra che si sostituisce alla sinistra e allora, i ragazzi di Casapound hanno manifestato contro lo sfruttamento degli animali, vista la presenza di un circo in città.

Ma non è l’unica battaglia che vede invertire i ruoli di “lotta di popolo”, negli scorsi giorni, proprio in città abbiamo visto sventolare le bandiere, quella tricolore e quella con la testuggine a difesa di un cittadino “Italiano” raggiunto da uno sfratto, una battaglia che non un secolo fa ma solo un paio di anni indietro aveva visto tutto lo stato maggiore della sinistra più estrema, radunare le truppe in difesa di un cittadino romeno nella stessa condizione.

Battaglia che ancora oggi porta degli strascichi perché l’allora intervento non fu solo rappresentativo e totalmente entro i canoni della protesta, le truppe cammellate della sinistra batterono la grancassa e fecero convergere in città molti attivisti di “centri sociali” amici compiendo un’irruzione al consiglio comunale cittadino che valse alcune denunce tanto che le sentenze del tribunale sono cosa recente.

La lotta di classe, la vicinanza con gli sfruttati e gli emarginati, la battaglia per il pane quotidiano e per il diritto all’uguaglianza se non sociale, almeno civile, è stata largamente abbandonata da quella sinistra di popolo che oggi si ritrova nei salotti radical-chic, o intorno ad un container che spilla birra, e che troppo spesso lancia sampietrini e molotov al posto di quei fiori che una volta infilava nei cannoni (che sono rimasti, accesi solo nelle loro mani).

Oggi stiamo sempre più assistendo ad una nuova lotta di popolo, piena di valori ed ideali legati alla tradizione ad all’identità del popolo Italiano, una lotta fatta di posizioni dure ma corrette, ordinate e mai violente, una lotta al fianco di chi ha bisogno ed allora vediamo sempre a destra una “salamandra” correre in aiuto della popolazione ligure e poi, senza nemmeno tornare a casa spostarsi pale e ramazze, in Emilia Romagna dove le alluvioni hanno colpito duro.

Non hanno organizzato falò, non hanno organizzato cortei nei boschi attaccando la Polizia, ma hanno spazzato e scavato per ridare dignità agli alluvionati. Potremmo continuare e citare gli esempi che arrivano dalle periferie disagiate di Roma come di altre grandi città, oppure citare le raccolte di alimenti, coperte o materiale scolastico in giro per l’Italia, ma non cerchiamo di lodare l’operato di chi lodi non ne cerca.

E’ più importante invece cercare di capire perché una larga parte del popolo dell’uguaglianza, della pace, e dei diritti civili non sia in prima linea, perché ha perso la voglia di rendere migliore la nostra società, perché si trincea dietro stereotipi di cent’anni fa. Sarà forse perché troppo impegnato a gestire campi rom ed appalti milionari con le loro cooperative?

Pasquino Cremasco

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