Quando vincere non basta, intervista all’ex campione del ring Silvano Usini

Quando vincere non basta, intervista all’ex campione del ring Silvano Usini

Sette titoli italiani, tre mondiali e varie affermazioni in Europa possono non bastare a cambiare una vita. E’ il caso dell’ex campione di pugilato Silvano Usini, tornato ormai da tempo, dopo una vita sul ring da professionista ad aggiustare le automobili nella sua carrozzeria Italia a Bagnolo Cremasco. Con lui abbiamo scambiato due chiacchiere.

Sei ritornato ad allenarti da solo, per caso pensi di tornare a combattere a 43 anni?

L’idea di tornare sul ring non mi sfiora nemmeno, ho già dato, ricevendo ben poco. Anni fa mi voleva il grande organizzatore Don King (nella sua scuderia, ai tempi militava pure Mike Tyson, ndr) per un match valevole per il Mondiale Wba. Chiesi in cambio una borsa di quaranta milioni, ma mi dissero che erano troppi. Oggi è ancora peggio, la boxe è una giungla, che senso ha, o meglio, avrebbe, rimettermi in gioco.

Comunque è vero che ti stai rimettendo in forma?

Vado a correre con mia moglie Margherita quando gli impegni e le gioie con le figlie Marina e Rachele ce lo consentono, magari mi vedrete alla Maratonina Città di Crema a novembre, ma sono convinto, considerando ritmi e livelli attuali di certi incontri che qualche ripresa potrei reggerla.

Frequenti ancora la tua vecchia palestra cremasca alla Colonia Seriana?

Il mondo del pugilato mi ha nauseato, ma la noble art mi piace comunque, ogni tanto faccio una capatina nel mio vecchio centro sportivo. La mia ex società, nonostante la crisi, sotto la guida del maestro Lucio Vailati è sempre attiva, ma ripeto una volta la boxe offriva poco, oggi purtroppo è pure peggio.

Hai lasciato da campione Intercontinentale in carica, nel 2002, abbattendo, dopo pochissimi round lo sfidante d’allora Bognar. Eri quindi in gran forma, perché mollare, non potevi continuare?

Ho appunto lasciato al momento giusto, da campione, quando i politici mi corteggiavano invitandomi a non mollare. Ecco in generale, la politica anziché lisciare il pelo al vincitore di turno dovrebbe sostenere sempre lo sport, inserendo eventualmente la disciplina boxistica nell’inquadramento scolastico quale materia formativa.

In quel di Voghera il tuo amico ed ex collega Vincenzo Gigliotti starebbe meditando di rimettersi i guantoni…

So che qualcosa, nella sua pentola agonistica sta bollendo, se la cosa quaglierà gli auguro ogni bene, Vincenzo è un generoso, merita il meglio.

Ogni tanto ti si vede in giro per la movida notturna cremasca. Come trovi la notte nostrana?

E’ peggiorata assai, un po’ come il settore pugilistico, in giro non si respira più l’aria bella elettrica di una volta. Esco poco, ma a Crema e hinterland le atmosfere che si respiravano ai bei tempi dei Paparazzi e ancor prima, quelle del leggendario Lambrusco di Pianengo (by Roberto Forti, ndr) beh un poco mancano.

Stefano Mauri

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