Riboli, porto Ribolution in tour che a Crema ho guadagnato zero

Riboli, porto Ribolution in tour che a Crema ho guadagnato zero

Beppe Riboli, artista designer sempre in giro per il mondo impegnato a progettare locali e location è in procinto di trasferirsi a Milano, ove (tra l’altro sta portando avanti un progetto top secret legato ad Expo) presumibilmente in zona Brera piazzerà il suo nuovo quartier generale. Tra un impegno e l’altro ha scambiato quattro chiacchiere con noi e col settimanale MondoPadano

La Ribolution si è spenta ma il suo eco è ancora vivo…

In poco più di due mesi, in un periodo prettamente vacanziero qual è l’estate, la mostra ha collezionato oltre 5mila visite.

Purtroppo però ora il mercato AustroUngarico è tornato a essere un pisciatoio…

La RiboliArt ha attirato tanta gente trasversale: dal pensionato allo studente passando per le casalinghe. Lo dico da tempo, quella parte di Crema deve tornare a vivere, spero che altri facciano ciò che ho fatto io investendo denaro.

Tornerai a fare qualcosa nella nostra e tua città?

Nessuno è profeta in patria e adesso devo portare in giro per il mondo la Riboli Art. Prossimamente andremo a New York, a Riga in Estonia, a Brescia, Bergamo e poi a Cremona. Il container, vale a dire il contenitore che in determinate fasce orarie diventava un bar regolare a prezzi calmierati è pronto a partire con le mie opere. A proposito ho fatto tutto in regola e alla fine, tassa per tassa, col bar nella Riboli Art, beh non ci ho guadagnato nulla. Ma il mio mestiere è avere idee, quindi se mi verrà l’idea giusta chissà, magari tornerò a fare qualcosa in città.

Il personaggio che più ti ha colpito nelle tue interviste?

L’assessore Matteo Piloni: da lui ho capito che la politica è anche quella cosa che ti spinge, con passione, ad andare avanti e oltre la burocrazia prendendo decisioni. Giro parecchio e ovunque: in giro non avverto la paura di fare e di investire che c’è in Italia. Dobbiamo vincere tali paure, l’Italia può svoltare ha le palle per farlo.

E il Cremasco ce la farà ad uscire dal ristagno?

Ho intervistato imprenditori capaci quali Renato Ancorotti (un suo nuovo, prossimo sito produttivo sarà firmato Beppe Riboli, ndr) e Umberto Cabini, con loro guardo avanti fiducioso, grazie a loro ho capito che sono le persone a fare grande una città. Tra l’altro noi cremaschi siamo bravi a fare sistema quando vogliamo, basta pensare alla bontà del cosiddetto Polo della cosmesi.

Ti è mai passato per la testa di fare politica sul serio?

Da radicale puro dico assolutamente no. Se penso al passato la politica era passione, ora è prevalentemente affarismo e tangentismo. E la Brebemi, l’autostrada deserta dove sopra ci giocano pure a pallone è l’ennesima occasione persa: con tutti i soldi che hanno speso per costruirla potevano fare un bel treno veloce, leggero e pulito per unire Crema a Milano.

Ma il mondo della notte che hai contribuito a creare tornerà ai bei livelli d’un tempo?

La notte è arte e cultura, se smettono di spremerla tornerà a vivere dando lavoro, opportunità e divertimento.

 

Stefano Mauri

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