Ribolution, mettere dei bagni non sarebbe stata una cattiva idea. Il video

Ribolution, mettere dei bagni non sarebbe stata una cattiva idea. Il video

E quindi Ribolution? Colpo di genio o boiata pazzesca?

Il cappello sotto cui l’amministrazione ha nascosto questa strana manifestazione artistica, dove per artistico si intende il suono del registratore di cassa che fa plin plin, è più o meno questo: che diavolo volete, abbiamo detto per due anni che avremmo valorizzato il mercato Austroungarico non si era ancora fatto un tubo adesso vi beccate questo.

Ma la domanda è quale valorizzazione? Cioè a parte le tasche degli organizzatori? Detto che ci sono degli errori di fondo, tipo credere che un locale all’aperto sia la valorizzazione di un luogo. La valorizzazione al massimo sarà per gli avventori che da anni frequentano i vari locali aperti dai buon Riboli. Il cremasco medio non va certo a farsi assordare dal dj set scassatimpani e a vedere le foto autocelebrative della mostra spacciata per artistica.

E poi chiedetelo agli abitanti della zona che si sono trovati una discoteca a cielo aperto sotto casa, un locale pubblico dove si serve da bere e dove non ci sono bagni, con gli angoli quindi divenuti ancor più pisciatoio di prima. E ve lo mostriamo con un video in esclusiva che evidenzia cosa succede nelle serate di apertura…

Orari e volumi della musica fatti a casaccio, ma ci sono dei regolamenti o no? No, perché ricordo che per un famoso circolo privato che alla fine ha gettato la spugna si sono fatte delle crociate con i vigili a controllare permessi e avventori una sera si e una sera si.

Del bando di cui “si sono dimenticati” abbiamo letto sulla stampa seria. Su Facebook da giorni infuriano le polemiche sull’opportunità, con gli avventori degli altri locali che sostengono che avrebbero presentato anche loro una sana proposta scritta, se si fosse saputo che c’era l’opportunità di usare il luogo.

A noi non piace. L’avevamo già detto. Questa logica feudale degli amici degli amici, del signorotto potente che può fare e disfare quello che gli pare, delle iniziative profit spacciate per filantropiche, delle decisioni calate dall’alto, dello sfruttamento dei luoghi della città. Questa operazione è sbagliata: nei modi, nei tempi e nei metodi e potrebbe diventare un precedente davvero poco invidiabile.

Bruno Mattei

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