Domenica 11 novembre, nella piazza tra il Castello di Romanengo e la Casa di Riposo Fondazione “O. P. Gaspare Vezzoli” è stato inaugurato un monumento dedicato ai Caduti di Nassirya.

La cerimonia che ha coinvolto tutta la comunità romanenghese, è iniziata con il ritrovo davanti al palazzo comunale; il Gruppo Bandistico di Agnadello; l’Associazione Nastro Azzurro di Crema; l’Associazione Nazionale Carabinieri di Crema, di Manerbio, di Dello; le Associazioni di Volontariato; le Autorità Civili e Militari hanno composto il corteo che ha raggiunto la chiesa parrocchiale Ss. Giovanni Battista e Biagio dove il Cappellano Militare dell’Arma dei Carabinieri in congedo Cavalier Francesco Argenterio ha celebrato la Santa Messa. Dopo la celebrazione religiosa, animata dal Gruppo Bandistico di Agnadello e da un gruppo di cantori del Coro parrocchiale, il corteo si è spostato presso la piazza che sarà intitolata ai Caduti di Nassirya.

Davanti alla cittadinanza il sindaco Attilio Polla ha tenuto un discorso nel quale ha salutato le Autorità Militari presenti: il Tenente Colonnello, Marco Piccoli, Comandante provinciale Carabinieri di Cremona; il Maggiore Giancarlo Carraro, Comandante della Compagnia Carabinieri di Crema; il Maresciallo Capo Andrea Guarino, Comandante della Stazione Carabinieri di Romanengo; le Autorità Civili: erano presenti il Consigliere Regionale Federico Lena e i sindaci dei paesi limitrofi.

“È con particolare commozione” dice Polla “che prendo oggi la parola alla cerimonia di inaugurazione di questo monumento dedicato ai nostri concittadini periti nell’attentato del 12 novembre 2003”. È stato proprio così, la cerimonia ha commosso gli astanti; la partecipazione popolare ha manifestato la stima che i cittadini italiani ripongono nell’Arma dei Carabinieri: la piazza era gremita, la gente ha occupato tutta la strada che conduce al Castello e parte del piazzale “Luigi Amigoni”.

Come il 18 novembre 2003, giorno dei solenni funerali di Stato, milioni di italiani manifestarono la loro partecipazione al lutto nazionale, così i romanenghesi hanno risposto all’invito per questo importante momento. A Romanengo mancava un ricordo di coloro che perirono nell’adempimento del dovere al quale il Paese li aveva chiamati.

Il senso civico che ha mosso il Signor Mario Bandera e il Dottor Marco Pozzi, insieme ad altri romanenghesi, hanno permesso, supportando economicamente, la realizzazione del monumento. Su una stele di granito nero sono stati scolpiti i nomi dei dodici carabinieri, cinque militari dell’Esercito e i due civili; come ha sottolineato Polla “d’ora in poi, questa piazza con questo monumento sarà uno dei luoghi più importanti per la vita politica della nostra comunità; sarà associato, indelebilmente, alla memoria di questi uomini coraggiosi e fedeli.”

La cerimonia ufficiale si è conclusa con un rinfresco organizzato negli spazi della “O. P. Gaspare Vezzoli”, le persone hanno potuto fermarsi per un momento conviviale.

La giornata ha portato con sé un grande significato: la collaborazione tra Cittadini, Istituzioni e Forze dell’Ordine può fare tanto, può raggiungere il Bene Comune!

Romanengo ha reso onore ai Caduti, sul quale sacrificio si basa la tranquillità in cui viviamo la nostra quotidianità.

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