Salini scende in campo in vista della amministrative, “non mi candido ma…” e propone un programma che prevede il recupero della scuola di Cielle

Salini scende in campo in vista della amministrative, “non mi candido ma…” e propone un programma che prevede il recupero della scuola di Cielle

Siamo all’antitesi. Poi forse arriverà la sintesi. La prendiamo sul filosofico, citando nientemeno che Georg Wilhelm Friedrich Hegel per iniziare a parlare della “strana” conferenza stampa a cui abbiamo assistito ieri sera. Più di una settimana fa, lo avevamo anticipato, era arrivata una altrettanto “strana” convocazione. Tutti nell’elegante e centralissima sede di Civitas per sentire cosa avevano da dire l’europarlamentare cremasco Max Salini accompagnato da una parata di star. Innanzi tutto il vice presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, poi il consigliere regionale Carlo Malvezzi e il coordinatore provinciale di Forza Italia Mino Jotta. All’arrivo ci consegnano un bel documento stampato elegante su carta intestata del Parlamento Europeo. Carta elegante, una bella grammatura, si capisce subito che è roba seria. Ve lo potete leggere tutto da voi. QUI

In sintesi dice che si iniziano a dare le prime risposte all’immobilismo delle amministrazioni locali proponendo un programma con due progetti che definire importanti è poco. Una tangenzialina di Crema da costruire con il ricavato del raddoppio totale della Paullese poi pedonalizzata, ma solo per i non locali e squillino le trombe, il recupero dell’area della Valcarenga, cioè l’ecomostro della scuola di Cielle, per farci un polo di eccellenza legato alle filiere di cosmesi e agricoltura, cioè i fiori all’occhiello del territorio. Per questo parliamo di antitesi. Hegel diceva che la storia ha tre fasi ben determinate. La tesi, Cielle vuole fare la scuola, l’antitesi, Salini che viene da quell’ambiente li adesso viene a dirci come risolvere questo problema e poi ci sarà una sintesi, speriamo bene, ad un certo punto, eccoci qua adesso qualcosa lo facciamo sul serio. Ma si parla di post maggio 2017, ovvio.

Ed in sintesi cosa era quella di ieri sera? No perché dopo tanto parlare timidamente la stampa presente ha chiesto: ma allora ci dite chi si candida, o avete il candidato per le benedette amministrative cremasche del prossimo anno? Tutto sta nell’ultima battuta. Allora cosa si può fare? E Tajani butta lì un: candidarsi (a sindaco di Crema, di quello si stava parlando). Salini mette le mani avanti e sottolinea che la candidatura a sindaco è incompatibile col ruolo di europarlamentare. E va bene. “Ma solo la candidatura a sindaco”, come dire, tutto il resto lo si può fare. Già ma cosa? L’eminenza grigia? Mi spiego. Poco prima aveva affermato che il nome arriverà dopo il programma e dopo che il centro destra sarà compatto e che potrebbe arrivare dalla società civile, o da qualsiasi altra forza della coalizione (quindi c’è una coalizione).

Lo avevamo anticipato anche noi. Si stava lavorando per ricucire. Non a caso alla conferenza di ieri sera era presente chi ci crede a questo lavoro di cucitura, Gianmario Donida, il nuovo che avanza nel centro destra cremasco, e del tutto assente chi forse ha un’altra idea di centro destra e di candidatura, Simone Beretta ad esempio?

Abbiamo chiesto ad un profondo conoscitore del centro destra cremasco se la nostra impressione che la parata di star al tavolo e le grandi dichiarazioni non fossero preludio ad altro. Ci risponde:

Confermo, mi sembra una parata per la sua candidatura.  Ma in sintesi logica sui concetti espressi è inattaccabile. È un po’ quello che dico da anni, non ci saranno i soldi ma non deve essere un alibi per dormire. Oggi abbiamo la capacità, come l’ha sempre avuta l’italiano nella storia, di inventarci, di sognare ma più che mai, grazie alle eccellenze di cui disponiamo, di programmare e progettare. Essere pronti per il momento in cui i soldi si potranno trovare, sia per uno stanziamento pubblico nazionale o comunitario o perché facendo rete tra pubblico e privato si trovi la quadra per realizzare qualcosa. Sarà vincente chi riuscirà a mettere sul piatto l’idea realizzabile nel minor tempo possibile (ovvero prima che finiscano i soldi). Salini non è un sognatore è un uomo pratico, un manager regalato alla politica, capace di dare impulso ed energia realizzativa e capace di coordinare risorse ed attività. La sua proposta è di fatto un balzo in avanti candidando Forza Italia ad essere attore principale nella scelta non solo del candidato sindaco ma nella gestione del programma di governo del territorio. La presenza di Tajani ha sicuramente dato il carattere di forte impegno e di condivisione di intenti a livello nazionale che si traduce nella presenza del coordinatore provinciale del partito. Avrei sicuramente voluto vedere al tavolo Donida, magari al posto di Malvezzi che non ha fatto altro che confermare quella sensazione di ritorno all’ovile che già ha riportato Salini in FI abbandonando NCD. Ora sarebbe interessante sentire a caldo le reazioni di Lega e perché no dei Cinque stelle, tralasciamo pure i pensieri del PD che passeranno sicuramente per le volontà non scritte del sottosegretario “allo spolpamento del cremasco”.

Donida come detto c’era, se pur un po’ defilato. Concordiamo con il nostro analista nel dire che forse metterlo al tavolo gli avrebbe dato lo status di una sorta di promozione sul campo in vista della vera battaglia. Di certo questa conferenza stampa, e la seguente cena con 200 imprenditori del territorio andata in scena poi in serata, è una fuga in avanti e uno schierare le truppe. Ora manca il generale che le guidi. Anche se onestamente da come parla, guardatevi il video, Salini sembra già un comandante in capo di questa truppa.

Emanuele Mandelli

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