Baglioni con la chitarra elettrica che fa il rocker della terza età, Baglioni con Sangiorgi che fa Poster in chiave ancor più drammatica, Baglioni che imita la Raffaele che imita Belen e poi duetta con la stessa fighissima Virginia in Canto anche se sono stonata, riportando alla mente il duetto Mina e Lelio Luttazzi sulla stessa canzone, Baglioni che fa l’esegesi di Passerotto non andare via con la conduttrice del TG1, che fa il robot stile BazBaz con favino che canta solo Porta Portese. Bello sto Baglioni & friend oh, e chissà che botta di Siae.

Alla terza serata il festival di Sanremo mette un po’ in sordina la gara e si fa varietà, molto ben fatto bisogna dire. Ma va detta una cosa. Stamattina mi sono svegliato e senza rendermene conto canticchiavo il ritornello del brano dello Stato Sociale, “una vita in vacanza, una vecchia che balla”. Lo dicevano gli Statuto nella loro mitica Abbiamo vinto il festival di Sanremo, “la cantan gli operai felici sul lavoro, anche i bimbi a scuola la san già cantare in coro”. Magari non ci sarà l’uno due di outsider che vincono, dopo il Gabbani dello scorso anno, ma ci starebbe e sicuramente sarebbe una canzone da Eurofestival. Bisogna dire che dopo un paio di ascolti alla radio mi sono trovato anche a canticchiare la canzone di Elio e le Storie Tese, che rimane brutta ma non è detto che le canzoni che ti si appicciano ai padiglioni auricolari siano sempre belle.

Meno belle delle quattro della prima sera le quattro canzoni dei giovani della seconda. Apre Mudimbi, la rete lo paragona a Stromae e ci sta. Non è male. Il pezzo girerà. VOTO 6,5. La suicide girl Eva piena di tatuaggi è molto affascinante ma il pezzo un po’ esilino, anche se ben costruito. VOTO 6. Ultimo è acclamato dalla rete ed è forse l’unico rapper a Sanremo. Per me urla troppo, VOTO 5. Per finire Leonardo Montiero, che pare un bel personaggio dalla voce soul e con un pezzo da risentire, VOTO 6.

I dieci in gara poi sono spalmati in oltre 4 ore per cui si tende a perdersi un po’. Il primo è Caccamo, che continua a non dirmi nulla, è il nuovo stato sanremese, tra quelli che sostituiranno gli Albani e i Cutugni. Anche per la posizione lo Stato Sociale buca tantissimo, la vecchia che balla continua ad essere una trovata cge piace, loro sono davvero cazzari e stonati e il pezzo è già un tormnentone decisamente. Il pezzo di Luca Barbarossa va sentito con calma, ma la classe c’è. Stupendo come avevo intuito quello di Enzo Avitabile e Peppe Servillo. Sale come avevo sospettato anche Max Gazzè. Buco Facchinetti e Fogli e meta e Moro con un mini abbiocco. Mi risveglio e c’è Noemi con una scollatura da paura, peccato che, come dice lei stessa poco dopo in diretta a Radio 2, le tette non ci sono. Ma la sua canzone anche se continua a non piacermi gira abbastanza. I The Kolors che cantano in italiano sono simpatici e il pezzo è molto estivo. Chiude Mario Biondi fumoso e jazzato, bravo con un pezzo debole.

Stasera torna il festival. Non cover come gli scorsi anni ma duetti sulla canzone in gara, ci sono duetti sulla carta assai curiosi. Gli Stato Sociale col Coro dell’Antoniano e Paolo Rossi sono destinati a mettere un altro matotncino al successo del pezzo. Altri duetti da tenere d’occhio i Decibel con Midge Ure, Diodato e Paci con Ghemon. Ma anche Max Gazzè con due dei migliori jazzisti italiani, Rita Marcotulli e Roberto gatto, il duo Meta Moro che con Cristicchi diventa un trio che ci sta alla grande, Skin con Le Vibrazioni. Altri sono più scontati e meno attraenti. La Turci con Noemi, gli Avion Travel che si riuniscono per Avitabile e Servillo, Arisa con Caccamo (speriamo in una bella scollatura).

Stasera credo anche che si proclama il vincitore dei giovani. Voglio risentirli quasi tutti devo dire. Diciamo che con 28 canzoni da eseguire Baglioni dovrebbe cantare meno. Altrimenti si fa l’alba. Ma che importa Sanremo è Sanremo.

Emanuele Mandelli

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