Sanremo, le pagelle della seconda serata. E se Achille Lauro finisse sul podio?

Sanremo, le pagelle della seconda serata. E se Achille Lauro finisse sul podio?

La seconda serata di Sanremo è andata. Bella lunga anche lei, nonostante ci fossero solo la metà dei cantanti in gara. Al secondo ascolto le canzoni iniziano a prendere una conformazione più chiara. Andiamo con le pagelle.

  • Achille Lauro, Rools Royce, la migliore sorpresa subito in partenza. Sicurissimo sul palco, un milione di citazioni nella sua canzone che ha un tiro notevole e un ritornello da cantare forte. Voto 9
  • Einar, Parole nuove. Come il logo del festival di Sanremo lo yin e lo yang nei primi due artisti in gara. Due giovani con concezioni diverse. Scanzonato e moderno il primo terribilmente vecchio e inascoltabile il secondo. Se possibile al secondo ascolto il pezzo peggiora. Voto 2
  • Il Volo, Musica che resta. Mitigati i chitarroni metal della prima sera la canzone sembra meno svolta rock. Vestiti stile poveri dell’Upim i tre ragazzini tenorini sono anche simpatici ma il pezzo si sgonfia. Voto 4,5
  • Arisa, Mi sento bene. Un pezzo bipolare. Che parte come una ballata, diventa una hit elettrodo raffinata da Eurofestival e chiude in ballata. Voce e spessore. Voto 7
  • Nek, Mi farò trovare pronto. No. Continua a non entrarmi in testa. Compitino ben svolto di mestiere ma il pezzo non va da nessuna parte. Voto 5
  • Daniele Silvestri con Rancore, Argentovivo. Un pezzo di una intensità pazzesca. Con la giusta orchestrazione e drammaticità e il featuring di Rancore ci sta perfetto. Voto 8,5
  • Ex-Otago, Solo una canzone. L’idea di un pezzo sugli amori stabili che hanno almeno dieci anni è bella. E il testo è dolce. Ma il pezzo non mi convince. Voto 5,5
  • Ghemon, Rose viola. Finalmente intonato, la prima sera non lo era stato, conferma che il pezzo ha spessore e struttura. Lui è bravissimo e originale. Voto 8
  • Loredana Bertè, Cosa ti aspetti da me. Ci aspettiamo esattamente questo. Urla ma senza farlo sembrare esagerato. Sguaiata ma perfetta. Il pezzo è drammatico e bello. Voto 7
  • Paola Turci, L’ultimo ostacolo. Lei ha un fascino magnetico. E la scelta del look aiuta. Tiene il palco bene. Ma il pezzo non ha lo spessore che meriterebbe. Voto 5,5
  • Negrita, I ragazzi stanno bene. Pau sta sul palco come se stesse facendo un servizio fotografico per Rolling Stones e la canzone è tanto mestiere e si butta un po’ via. Ma è bella lo stesso. Voto 6,5
  • Federica Carta e Shade, Senza farlo apposta. Confermo. Ritornello killer di quelli che ti si incollano alla testa. Canzone giovanilistica e per giovani. Ma dannatamente radiofonica. Voto 6,5

Emanuele Mandelli

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