Sanremo, seconda serata onirica (per me) ma qualcosa di buono l’ho beccato (non solo le tette di Michelle)

Sanremo, seconda serata onirica (per me) ma qualcosa di buono l’ho beccato (non solo le tette di Michelle)

Dico subito che la seconda serata del festival più o meno dalle 23 l’ho vissuta in maniera un po’ onirica. Un dormiveglia che mi ha portato fino alle 2 e mezza quando invece del festival su Radio 2 c’era una diretta da Sanremo, ma da un club, con lo Stato Sociale che faceva un dj set. E’ vero, giuro. Quindi mi asterrò da dare le pagelle ai big in gara la seconda sera. Iniziamo quindi con le nuove proposte. Quattro in gara in apertura e almeno tre belle canzoni. Infatti la giuria demoscopica premia la quarta e la mette in testa, quella più incolore.

Apre Lorenzo Baglioni (non è parente) con una divertente filastrocca sull’uso del congiuntivo, che si intitola appunto Il congiuntivo. Merita un 8 solo per la bella idea che forse insegnerà a qualcuno a parlare un filo meglio, perché se il congiuntivo lo canni volutamente è una citazione fantozziana se lo fai sempre è pessimo.

A seguire Giulia Casieri, Come stai è un bel pezzo, lei è bella e aggressiva e merita un bel 6,5. La vera sorpresa è Mirkoeilcane. L’ho visto stroncato da tanti amici e osannato da altri. Ci vuole coraggio a portare un testo così, che parla degli sbarchi dei migranti visti da un bambino sul barcone. Stiamo tutti bene è un gran pezzo e lui merita un bel 8. Davvero pessima Alice Caioli, Specchi rotti andrà in radio ma è inconsistente. Voto 5.

Poi parte il festival. Tra le canzoni dei big ho risentito bene quella di Elio e le Storie Tese e confermo che è davvero brutta. Ma talmente brutta che sospetto che ci sia del dolo. Che sia voluto da parte degli Elii. Il pezzo de Le Vibrazioni è un bel roccaccio italiano molto anni ’90. Pare che Sarcina debba mettersi a gridare da un momento all’altro GIULIAAAAAAAAAAAAAAAA, non lo fa ma regge. Diodato e Roy Paci hanno un asso nella manica. L’avevo intuito la prima sera.

Non riesco a risentire i Decibel, di cui ho già messo in preacquisto il vinile de L’anticristo che esce il 16 febbraio. Riesco a sentire qualche ospite. Il Volo che sono invecchiati di bestia in tre anni. Nessun dorma, e strapazzano Puccini, rendono tenorile Sergio Endrigo e poi anche La vita adesso di Baglioni.

Va beh. Favino invece è bravissimo. Prima interpreta a mo di declamazione i versi di Despacito spacciandoli per un inedito di Garcia Lorca poi balla sensualmente con la Hunziker. Maledizione come odio quelli che sanno fare tutto senza sbattertelo in faccia e lo fanno così bene. E comunque Michelle si sta giocando alla grande le tette con scollature che sono davvero niente male.

Baglioni mi pare più slegato della prima serata. Duetta con Biagio Antonacci, che pareva Pucci, oppure un candidato alla regionali come in maniera fulminante l’ha definito Maurizio Borghetti su Facebook, a me pareva solo molto stonato. Enorme Pippo Baudo che monologa con Sanremo, il santo. E chiude con quel hollywoodiano “adesso è tempo di andare”, e se l’edizione del settantesimo fosse già sua?

Mi sono perso Vecchioni, Sting che mi dicono abbia portato Shagghy sul palco, la Leosini che indaga su Piccolo grande amore. Ho sentito tra il dormiveglia il mago Forrest, ma poteva essere già un’altra cosa. Stasera gli altri dieci big per la serata storicamente più debole. Tra poco vedremo la percentuale della seconda serata.

Poi il rush finale con due serate che finiranno ad orari assurdi. Venti duetti venerdì e tutti in gare che manco l’Euro festival sabato, venti, i giovani, gli ospiti, i conduttori per una serata da almeno 50 canzoni che finirà all’alba di domenica. Altro che nessun dorma.

Emanuele Mandelli

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