Sanremo sovranista, fascista, razzista. Manca un mese ed è già un gran casino (senza accento sulla o)

Sanremo sovranista, fascista, razzista. Manca un mese ed è già un gran casino (senza accento sulla o)

Una volta si diceva che Sanremo fosse il prototipo di Nazionalpopolare. Un neologismo che neppure più il correttore di word segnala come errore che la storia viole inventato da Sir Pippo Baudo, anche se per descrivere un Fantastico (se non sbaglio). Adesso Sanremo è sovranista, fascista, razzista… Insomma i primi casi che piovono sul festival di Amedeus sono belli tosti. Ma si sa, il festivalone è da sempre lo specchio del paese. Nella cittadina ligure per una settimana passa la vita nazionale. In verità manca un mese e siamo già qua a fare analisi. Ormai si sa, come per il Natale, prima si inizia con le lucine meglio è.

C’è già talmente tanto materiale che è difficile trovare una cosa da cui partire. Parto da Red Ronnie. Il paludato critico musicale italico, che oramai ha la sua età, in un video postato sul suo profilo Facebook, prontamente ripreso da Adkronos e da tutto il web, si scaglia contro alcuni nomi. Elettra Lamborghini (che sarebbe lì solo per mostrare il  sedere, per altro notevole), i Pinguini Tattici Nucleari, Junior Cally e Rancore. Che si chiede chi sono? Il tutto per dire che chi ha criticato l’inserimento in rosa della sovranista Rita Pavone doveva sciacquarsi la bocca.

Scorrendo la classifica dei 100 dischi più venuti in Italia nel 2019 notiamo che Elettra Lamborghini è al posto numero 61 con il suo “Twerking queen”, i Pinguini Tattiti Nucleari al 75 posto con “Fuori dall’Hype”, Junior Cally ha sfornato due ottimi dischi e Rancore ha fatto parlare di se per la partecipazione a Sanremo con Daniele Silvestri. La Pavone? L’ultimo disco di inediti risale al 1989, l’ultimo uscito (erano cover) al 2013.

Il buon Red forse non ha più il polso di una volta. Polsi e braccia alzate, tese, per chi vede nel titolo della canzone di Achille Lauro una roba fascio. Il titolo è provocatorio, “Me ne frego”, che era appunto uno slogan di Mussolini. Ma conoscendo il buon Achille, visto che ad ora il testo non si sa, sarà una furbata come la geniale “Rools Royce” dello scorso anno. Altro che inno alla droga, inno al rock, con quello “sdraiato a terra come i Doors” uno degli incipit più geniali di sempre.

La parte razzista? Ah già il balletto ti vogliamo, non ti vogliamo, ti rivogliamo con la giornalista Rula Jebreal. Ma scommettiamo che da qua al via usciranno altri casi. Plagi, canzoni già proposte, amicizie scottanti. Sanremo è così. La musica? Beh non l’abbiamo ancora sentita, manco appunto letto i testi. Noi i nostri 5 centesimi li mettiamo sulla coppia Bugo-Morgan. Due geni sbilenchi con peculiarità così diverse che potrebbero presentare un capolavoro.

E per oggi è tutto signori.

emanuele mandelli

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