Sarà dura per la Pergolettese salvare la pellaccia. Ma il Pergo è comunque vivo …

Sarà dura per la Pergolettese salvare la pellaccia. Ma il Pergo è comunque vivo …

Lo scorso maggio, all’indomani dei festeggiamenti per celebrare il meritato ritorno della Pergolettese in serie C, dai lo si sapeva che la nuova dimensione agonistica, per il sodalizio gialloblù avrebbe rappresentato un ostacolo ostico, difficile da affrontare.

Eppure smaltite sbornia, delusione per l’avvio non convincente e l’esonero del bravo (ma allorquando si fanno imprese eroiche: mah forse conviene sempre andarsene spontaneamente lasciano un buon ricordo, no?) mister Contini, (e Albertini e Piacentini, i nuovi conduttori tecnici, badate bene sono sì bravi e volenterosi, ma mancano di esperienza pratica, ndr), cammin facendo, il Pergo ha preso le misure della C, categoria che implica profondi cambiamenti e una struttura societaria moderna (ma costosissima); tuttavia lo scorso weekend, il Ko (fisiologico?) interno con la scafata Pro Patria (e domenica occhio all’Arezzo), purtroppo ha riacceso le paure e le polemiche della tifoseria.

Nota a margine: lo scorso dicembre, il deus ex machina Cesare Fogliazza, guida, con altri compagni d’avventura un sodalizio economicamente sano, deluso da certi  insulti ricevuti in autunno, all’indomani di una cena (ma i dirigenti calciofili possono mangiare come, dove e con chi vogliono, no?) con Adriano Galliani (appuntamento fissato dopo l’inevitabile sconfitta con la corazzata Monza), ecco ha lasciato intendere la possibilità che possa lasciare, tra qualche mese, il Pergo. E questo non è uno scenario incoraggiante. E tale questione andrebbe approfondita e sanata, magari con un incontro tra città, club gialloblù e tifosi, no?

Detto ciò, ribadito come l’annata agonistica canarina sia e resti assai problematica, dai la Pergolettese non è ancora morta. E lotterà per provare, impresona ardua, a volare nel professionismo calcistico. Ergo un Voltini pieno, fiducioso, speranzoso e denso di pathos, allorquando il Pergo giuoca in casa, alla causa male non farebbe.

stefano mauri

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