“Scrp è vissuta dai piccoli come un fardello”, anche Rifondazione dice la sua

“Scrp è vissuta dai piccoli come un fardello”, anche Rifondazione dice la sua

Non comprendiamo e non abbiamo condiviso l’impegno dell’attuale sindaco di Crema Stefania Bonaldi nello smantellare le società partecipate e nel privatizzare i servizi gestiti dalle stesse; allo stesso modo, non comprendiamo il sostegno della Bonaldi e di un gruppo di sindaci al mantenimento della società SCRP, un carrozzone con 14 dipendenti, che in tre anni non ha partorito ancora la gara per l’appalto del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Come Rifondazione Comunista noi siamo per riportare SCRP al ruolo per il quale è nata, una società di gestione delle reti e del patrimonio, perchè la legislazione ha previsto la separazione della gestione dei servizi, dalla gestione delle reti, altrimenti questa società andrebbe sciolta, o, perlomeno, si dovrebbe permettere ai sindaci che hanno manifestato la volontà di recedere, di poterlo fare, recuperando il denaro impegnato nelle quote societarie.
SCRP attualmente è vissuta da molti piccoli comuni come un fardello, non come uno strumento idoneo a rispondere alle loro reali esigenze. Paradossalmente due piccoli comuni che hanno deciso di realizzare la gestione del servizio rifiuti fuori dalla gara che ha in corso SCRP, utilizzando fior di consulenze, hanno migliorato il servizio e contenuto i costi.
Si pensi al fatto che è stata smantellata SCS Servizi Locali, che aveva al suo interno il ramo della pubblica illuminazione, perchè non si è trasformata SCS Servizi Locali in una società di tutto il territorio cremasco per la gestione della pubblica illuminazione, lasciando così i comuni soli a combattere con l’Enel o con la miriade di aziende private, veri e propri squali che impongono agli enti locali clausole assurde che vincolano per decenni i comuni con la scusa del rinnovo o ammodernamento degli impianti?
Riteniamo che la gestione degli appalti possa essere realizzata dai comuni aggregandosi o costituendo unioni di comuni per gestire una pluralità di servizi.
Si adegui lo Statuto di SCRP ai dettami della legge Madia, si elimini l’attuale “comitato ristretto”, vissuto da molti comuni come un vertice slegato dalla massa, un gruppo elitario che non si rapporta correttamente all’assemblea dei soci, si permetta il recesso dei comuni che non vogliono più far parte della società e si riducano i dipendenti, trasferendoli in altre società pubbliche, esempio in Padania Acque o in LGH, riportando SCRP ai suoi ruoli e scopi originari.
Beppe Bettenzoli Per il Partito della Rifondazione Comunista
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