Tavolieri, cuochi e “creativi animatori” rispettivamente dell’Hosteria San Carlo e del Bistek, Sergio Brambini e Antonio Bonetti, nei giorni scorsi hanno detto la loro in merito a tre fondamentali piatti nostrani.
Allora via social, per il mitico Sergio, udite … udite i Tortelli Cremaschi sarebbero esportabili soltanto qualora un ingegnere inventasse una macchina per la loro produzione senza modificarne la ricetta. Il Salame invece senza un cambio di ricetta non ha proprio speranza di uscire dai confini. Per il Salva porte aperte che secondo Brambini meglio della Feta è solo questione di tempo con la sua crosta che ne frena la commercializzazione, in quanto sporca, all’estero.
Prontamente, via Facebook ecco il Bonetti pensiero: <Il Salva Cremasco Dop ha commercialmente un grande futuro. E’ formaggio che viaggia anche in condizioni difficili; sopporta repentini sbalzi di temperatura e lunghe stagionature, la forma quadrata permette veloce porzionatura. La crosta? Può essere coperta con sottili, aderente carta semitrasparente che nasconde e poi verrebbe asportata con la stessa crosta. Lunga vita al Salva Cremasco>.
Leggenda vivente, Antonio Bonetti è poetico ambasciatore del Salva Cremasco Dop! Chapeau.

Stefano Mauri

(Visited 39 times, 39 visits today)
Share