Short Story, startup

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Faccio parte di quella schiera di persone che ancora ha la fortuna di potersi avvalere delle competenze professionali del medico di base senza dover pagare. Lo ammetto: ne approfitto non tanto perché sia affetto da malanni, né tanto meno perché sono ipocondriaco. Niente di tutto questo. È che non ho un cazzo da fare e, dopo la processione alle osterie, chiudo la giornata con una visita di cortesia: magari si sente solo.

Una sera particolarmente fortunata, perché il grosso dei pensionati era già emigrato verso Bordighera, mi ricevette dopo circa mezz’ora, senza neppure chiedermi come mai fossi lì. Quello che mi fare girare le palle è che il mio medico di base è un cinico, anzi, una carogna che poi se la cava pagandomi uno spread: “Qual è la trovata del giorno?” Però mi piace perché quando non ci sono più visite mi offre un mezzo toscano, che messo insieme al suo fanno un profumo che sa di cose antiche.

“Dottore, ho un problema. Adesso che siamo nella bella stagione ho scoperto che le zanzare non mi vengono più a rompere i marroni e se non mi gratto quel tanto non riesco a dormire.”

“Caro amico, nel corso della tua lunga vita hai gozzovigliato e sbevazzato talmente tanto che il tuo sangue fa schifo anche alle zanzare. Dovresti rallegrarti, perché non ti serve la zanzariera né dovrai spendere soldi per l’acquisto di zampironi. Vieni, andiamo a bere uno spread.”

Ora non faccio per dire, ma sono mica un pirla. Adesso che fa un caldo della madonna e i ditteri fanno la bella vita, dalle ore 18 in poi ho messo in piedi un bel servizio a domicilio di presenza fissa per tutte le stanze: prezzi modici, abiti puliti, però materia prima a carico dei committenti.

Beppe Cerutti

 

 

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