Short Story, uno scherzo da prete

Short Story, uno scherzo da prete

Calvo Pépàsh detto il “vecchio” trascurava la sua ormai nota misantropia soltanto quando si recava all’osteria, luogo di facezie e di ricreazioni varie. Entrava sempre con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che ai tempi aveva lui, quando andava a Genova.

Vecchio, cosa ti ha portato in dono Babbo Natale?

Quello lì niente, perché le renne sotto casa mi fanno girare i coglioni. Io mi servo ancora da Gesù bambino, dove si trovano pezzi rari…

Ebbene, cosa ti ha portato Gesù bambino?

Una vagonata di sogni eroticosessualmorbosi, che ho fatto la scorta per tutto l’anno che viene.

Per tutto l’anno? Vecchio, alla tua età potresti anche morire prima dell’anno che viene…

Calvo Pépash si fregò per benino da quelle parti dove un tempo… Ma non perse la calma: “Tutto previsto, giusto per far star calmini i parenti serpenti. Se crepo prima (altra sfregata) lascio quei sogni in eredità alla Chiesa, che poi saranno ben cazzi loro! Oste, dammi un giallino!

Beppe Cerutti

 

 Dipinto di Giancarlo Vitali
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