Sì è sempre più dura tirare a campare per i pendolari da ferrovia, coraggiosi e temerari eroi postmoderni

Sì è sempre più dura tirare a campare per i pendolari da ferrovia, coraggiosi e temerari eroi postmoderni

Milano, stazione centrale. Treno per Cremona delle 17.15 soppresso. Motivo? Mancanza di aria condizionata nella cabina del macchinista, che non ha ritenuto di partire. Morale? I pendolari rimasti a terra prendono un altro treno, quello delle 18.20, tardando il rientro. Succede anche questo.
Così postò, nella serata di martedì scorso 25 giugno sulla sua pagina Facebook Matteo Piloni, consigliere regionale del Partito Democratico.
Sì la vita per i pendolari da ferrovia, eroi postmoderni (temerari, coraggiosi) di quest’epoca fluida 4.0, ahinoi è sempre più dura e il quesito è sempre il solito: quando Trenord metterà in pista treni moderni, puliti, puntuali, funzionanti e degni di tale nome?
Ah per finire un quesito: bene ha fatto il macchinista in questione, accaldato e senza refrigerazione a bordo, sul suo posto di lavoro, ecco a non partire nei giorni scorsi. Ma che dovrebbero fare i malcapitati viaggiatori allorquando i disagi capitano a loro?

Stefano Mauri

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