Sinistra Italiana (ma chi sono a Crema?) risponde ai 5 stelle sulla querelle liste di appoggio

Sinistra Italiana (ma chi sono a Crema?) risponde ai 5 stelle sulla querelle liste di appoggio

Bonaldi e Zucchi sono due facce della stessa medaglia (sic!), uniti dall’appartenenza a quei vecchi partiti che hanno anteposto i propri interessi a quelli dei cittadini”. Questo è l’incipit, un  concentrato di pura ideologia  qualunquistico-fascistoide, di una nota del M5S che detta le nuove regole  per le elezioni amministrative: mai più coalizioni di liste in appoggio ad un solo candidato sindaco. Una specie di “Italicum” a livello locale. Con tanti saluti alla libertà costituzionale dei cittadini di autoorganizzarsi e partecipare alle elezioni senza forzatamente doversi riconoscere in un “vecchio” partito.

Da sempre le elezioni locali costituiscono un’opportunità per tanti cittadini (specie se giovani) di sentirsi parte attiva e responsabile nel processo democratico di costruzione delle scelte di politica amministrativa. In un momento di crisi della rappresentanza e di astensionismo crescente questo aspetto assume una particolare importanza e costituisce un elemento di ricchezza e di inclusione. E ciò Indipendentemente dal candidato che si sostiene. A meno di considerare come esempio di liste “non truffaldine” il “Popolo delle famiglie” (probabilmente apartitica, ma non proprio apolitica e men che meno “nuova”) e , se ci sarà, quella con candidato Risari (probabilmente apartitica, ma non certo nuova).

Primo paradosso. Il M5S, che considera i partiti come delle associazioni a delinquere, vorrebbe impedire l’esistenza di liste diverse da essi, qualora agli stessi riconducibili.  Ogni diversificazione e sfumatura è annullata: attorno ai partiti terra bruciata. Deve regnare assoluta la grande semplificazione: il M5S (il Bene) contro i partiti (il Male).

Secondo il M5S le liste civiche coalizzate “fungono solo da specchietto per le allodole per gli ignari (sic!) elettori che, pensando di votare una lista apartitica, stanno inconsapevolmente dando il loro voto alla Bonaldi e al Pd.(..) Con queste vere e proprie frodi (sic!) elettorali i partiti nascondono i loro nomi e simboli, sapendo ormai di essere invisi alla gente, cercando di confonderla in mezzo a questa selva di cosiddette liste civiche, che apparentemente non sono riconducibili ai partiti e si contrappongono a loro, mentre di fatto non sono altro che loro appendici.”

Secondo paradosso. Il M5S, che da sempre fa della sacralizzazione del ruolo attivo dei cittadini contro i perfidi maneggi della “casta” partitocratica uno dei punti fondamentali della propria identità, finisce per considerare questi stessi cittadini dei poveri gonzi incapaci di intendere e volere (salvo poi delegare agli stessi tramite consultazione online ogni decisione). Se il M5S dovesse perdere le elezioni amministrative a Crema, il colpevole è già stato trovato: il popolo bue che si fa turlupinare dagli “specchietti per le allodole” dei “vecchi” partiti.

PS. Ma non tanto tempo fa il M5S cremasco non appoggiò la proposta (anticostituzionale) dei partiti (naturalmente “vecchi”) della destra cittadina a proposito dell’edificazione della “moschea”, delegando così la decisione ai cittadini, in questa occasione considerati dotati di grande discernimento e lucidità mentale?

Sinistra Italiana

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