Sono qui le peggiori linee dei treni d’Italia, Bordo: “crescono i disservizi e aumentano i prezzi”

Sono qui le peggiori linee dei treni d’Italia, Bordo: “crescono i disservizi e aumentano i prezzi”

Legambiente ha pubblicato il rapporto Pendolaria 2016, che fa il punto sulla situazione sui disagi che i nostri pendolari devono affrontare per «Muoversi ogni giorno con treni vecchi, lenti e sovraffollati». Franco Bordo, Deputato di Sinistra Italiana, riparte proprio dalla nota di Legambiente. «Nella flop ten delle peggiori linee ferroviarie nazionali, eccone anche una lombarda: la Cremona-Brescia, che si trova in quinta posizione della classifica in negativo. I tempi di percorrenza sono più lenti oggi rispetto al 2002 (34 minuti prima, 58 oggi), si riscontrano ritardi anche di grande entità, le soppressioni talvolta non vengono nemmeno spiegate ai pendolari e le carrozze sono spesso sovraffollate. In Lombardia siamo la settima regione, quanto a materiale rotabile tra i più vecchi (treni che hanno 25/30 anni di età) e un servizio che, pur se in parte, si affida ancora ad automotrici diesel. Come da lungo tempo sto e stiamo affermando come Sinistra Italiana, tutto ciò è inaccettabile», spiega Bordo.

«A fronte di tutto ciò, il solo dato che non scende, ma anzi cresce con costanza, è quello relativo ai prezzi dei biglietti, sempre più salati e cresciuti del 30% dal 2010 a oggi», aggiunge il parlamentare. «Un anno fa abbiamo presentato una proposta di legge in materia di detraibilità delle spese sostenute per l’abbonamento ai servizi di trasporto pubblico, che vogliamo portare avanti per il bene di chi si sposta in treno ogni giorno, per lavorare o studiare. Gli investimenti su materiale rotabile nuovo ed efficiente sono un altro punto nodale su cui lavorare, ma è evidente che occorre la volontà politica di intervenire: se si pensa ancora che le automobili siano il mezzo di trasporto principale, non solo si ragiona in modo antieconomico e antiecologico, ma si continuerà a relegare il trasporto pubblico su rotaia a questione marginale. Noi vogliamo dare uno stop alla costruzione di ulteriori tratti autostradali, in particolar modo nella nostra regione, già servitissima sotto questo aspetto, e invece incentivare gli investimenti per potenziare le già esistenti tratte ferroviarie», conclude Franco Bordo.

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