Emiliano Fittipaldi, giornalista e scrittore d’assalto, dopo aver fatto il botto con Avarizia (Feltrinelli Edizioni) l’anno scorso, ecco con Lussuria è tornato da poco in libreria per occuparsi nuovamente di peccati, scandali e tradimenti relativi a chi, in Vaticano, tradisce il sesto comandamento. Del resto come dice lo stesso incipit editoriale del suo reportage: “Si dice il peccato, e anche il peccatore. Perché certi vizi capitali di preti, vescovi e cardinali possono portare a crimini e guerre di potere. E a colpevoli silenzi che distruggono le vite di innocenti. A pagina 117, il capitolo “Sotto segreto Pontificio” è dedicato a don Mauro Inzoli, l’ex potente parroco cremasco della parrocchia cittadina della Santissima Trinità, nonché ex pezzo da novanta di Comunione e Liberazione, finito nei guai tempo fa per fatti non propriamente edificanti commessi molto prima.

Eccovi l’inizio del “capitoletto” incentrato su Don Mercedes: “Avevamo paura a raccontare quello che don Mauro ci faceva nel suo studio dell’oratorio. Perché per molti nostri genitori il “don” era un idolo. Mertevole di venerazione”. Riccardo B. (il nome è falso) è uno dei ragazzi che ha raccontato al capo della procura di Cremona Roberto Di Martino le gesta erotiche di Mauro Inzoli. Non un prete qualsiasi, ma fino al 2012 uno dei sacerdoti più influenti del clero lombardo. Al netto dell’indagine vaticana che, per farla breve, pur non scomunicandolo … beh “spretò a metà” il sacerdote, fu l’onerevole Franco Bordo a presentare poi alla magistratura le carte, affinchè chi di dovere potesse indagare don Mauro”.

Stefano Mauri

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