Sparliamo sul Serio, e se almeno i Tortelli Cremaschi, per promuoversi, unissero il Granducato?

Sparliamo sul Serio, e se almeno i Tortelli Cremaschi, per promuoversi, unissero il Granducato?

Neppure i leggendari, mitici, pantagruelici tortelli nostrani quindi riescono (o riusciranno che dir si voglia) a unire il Granducato, o meglio, ciò che resta del bel Regno che (forse) fu. Del resto, dalla città più divisa d’Italia potevamo aspettarci unità d’intenti nel “pubblicizzare” con lungimiranza, con l’Expo 2015 alle porte, il più importante dei suoi piatti autoctoni?

Due squadre calcistiche di livello, una miriade di squadre minori a valle, sino a pochi anni fa si segnalavano addirittura due Inter Club cittadini, senza dimenticare le varie e tante, troppe, associazioni locali enogastronomiche, culturali e scientifiche: insomma, non è una cittadina caratterizzata da campanilistiche e “interessate” divisioni la nostra? Ma torniamo a bomba sul Tortello Cremasco perché l’occasione offerta dai Tavolieri, o meglio, dai ristoratori affiliati alle Tavole Cremasche (www.tavolecremasche.it) è ghiottissima. Come, infatti, certamente sapete, dal 13 al 18 novembre, presso CremArena sarà allestita una tensostruttura riscaldata, un PalaTortello per ospitare, dopo il successo estivo, l’edizione invernale della (riuscitissima) kermesse gastronomica Tortelli & Tortelli.

Ebbene e se tale iniziativa servisse, tra le varie cose, per creare, alla faccia della politica dei campanili o dell’orticello, una sinergia ad hoc, un’alchimia in grado di fare sistema per promuovere in giro per l’Italia e il mondo, 365 lungimiranti giorni l’anno, anziché soltanto per l’effimera durata della rassegna di turno, la magia avvolgente del tortello?

Ovviamente per fare questo bisogna, o meglio, bisognerebbe mettere insieme una cabina di regia in grado di coordinare gli intenti di compagini agguerrite e variegate quali Tavole Cremasche, Accademia del Tortello (“club” che viaggia per conto suo con rassegne e competizioni proprie) e l’Olimpia, ente quest’ultima che, il prossimo Ferragosto vorrebbe riproporre la scomparsa (per il momento) Tortellata?

Sarebbe dunque bello se, lo splendido guizzo di rilanciare in autunno la kermesse Tortelli & Tortelli, oltre a deliziare il palato servisse per avvicinare, magari intorno a un tavolo imbandito le varie anime del Tortello per pianificare prossime, sinergiche iniziative consacrate alla celebre portata (un ristorante a Cracovia l’ha inserito nel suo menù) Made in Crema.

Chissà infine, se i pluridecorati Tavolieri riusciranno, al termine della loro manifestazione riusciranno pure a consacrare ufficialmente un vino da abbinare al “raviolo” ripieno nostrano: Già, cosa berci insieme: Franciacorta rosè Demisec, una Malvasia versione tradizionale o spumantizzata, un Lambrusco Amabile o altro ancora?

Stefano Mauri

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