Sparliamo sul Serio, fatto il tagliando alla Giunta è giunto il momento di ripartire, anzi di partire

Sparliamo sul Serio, fatto il tagliando alla Giunta è giunto il momento di ripartire, anzi di partire

Sono passati soltanto due anni dall’insediamento della giunta Stefania Bonaldi (renziana) eppure, soprattutto se consideriamo gli ultimi giri di valzer in giunta, sembra sia passato un secolo. Il ritorno sul set, da attore protagonista (prima, nelle vesti di presidente del consiglio comunale fungeva da aiuto regista) di Matteo Piloni (pezzo da novanta del Pd cremonese – cremasco e non propriamente renziano) al posto del collega laico Giorgio Schiavini (tale poiché estraneo a qualsiasi equilibrio di partito) ha sicuramente una chiave di lettura ed è la chiara volontà del movimento democratico di via Bacchetta di tornare a dettare la linea per correggere la rotta, un percorso di navigazione quello intrapreso tempo fa, dalla sindachessa di corsa, partito in un mare calmo diventato poi agitato.

Il valzer degli assessori quindi, il tagliando al governo cittadino (un po’ ispirato dall’alto, un pochino suggerito dalla stessa sindachessa) casca dunque a fagiolo, ora però occorre ripartire per agganciarsi al treno Expo 2015, un convoglio questo che, stranamente viaggia ad andamento lento già di suo.

Quali le priorità da affrontare? Monitorare la microeconomia autoctona (purtroppo due multinazionali del Cremasco, per così dire “marcano” maluccio), rilanciare la politica sportiva vendendo eventualmente aree (Velodromo, Voltini) per costruire nuovi spazi consacrati allo sport, riqualificare la viabilità cittadina, pulire il centro storico cittadino (la sporcizia ahimè domina) ridando, nel contempo, alla cittadinanza il pieno, sicuro possesso degli spazi verdi (giardini, campo di Marte), lanciare sul serio in chiave pro e soprattutto dopo Expo (coinvolgendo costruttivamente nel progetto la giornalista scrittrice Roberta Schira e il consigliere regionale Agostino Alloni) il brand Made in Crema, sentire le esigenze degli operatori della notte (baristi, ristoratori, Dj) per sostenere il cosiddetto settore “movida”, creare i presupposti affinchè l’area ex Olivetti (dialogando con l’imprenditore Renato Ancorotti) diventi la Cosmetic Valley della Lombardia, salvaguardare l’autonomia dell’ospedale e della caserma dei carabinieri.

Questa (e tanta altra ancora) la carne al fuoco, intavolati questi discorsi beh allora magari si potrà iniziare a parlare serenamente di “dotare” la comunità islamica (per carità esigenza reale, ma allo stato attuale non una priorità) di un centro per la preghiera ad hoc.

Questo per il momento è quanto: sveglia Crema, mentre tutto scorre il tempo passa e il rischio di divenire una realtà dormitorio incombe.

 Stefano Mauri

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