Sparliamo sul Serio, il decadimento sportivo cremasco non deve diventare Tsunami

Sparliamo sul Serio, il decadimento sportivo cremasco non deve diventare Tsunami

E’ comunque tutto il movimento sportivo cittadino, compresa la politica ad esso collegata, (un assessore ad hoc allo sport sarebbe preferibile ad un consigliere con delega), salvo effimere eccezioni, ad essere in crisi, questo anche perché tradizionalmente, Crema Granducato che vorrebbe essere del Tortello, ma poiché fazioso ed eccessivamente, ottusamente diviso è del Campanile, in campo agonistico alla qualità ha superficialmente preferito la quantità. Così nel 2014 tempo di recessione, accorpamenti e unioni, avere ad esempio troppe squadre calcistiche e scuole calcio sul territorio, più che un vanto da esibire  è un limite stagnante.

Oggi l’evento agonistico cittadino più importante è la Maratonina organizzata dal mitico Franco Pilenga, gara che ha scalzato addirittura il Trofeo Angelo Dossena (Eccellenza autoctona da rivitalizzare): è quindi decisamente messo male il football nostrano, un calcio che continua anacronisticamente a presentare due squadre di un certo (intendiamoci: almeno sulla carta) livello, mentre Pergolettese e Crema (club quest’ultimo dal seguito assai basso) con i rispettivi vivai farebbero meglio ad accorparsi così come il Pizzighettone, due anni fa, sospinto (pure) dai poteri forti si è trasferito d’ufficio sulle cremasche rive del fiume Serio.

Parlare quindi di decadenza sportiva (in tal senso il giornalista, scrittore, opinionista e blogger Antonio Grassi ha ragione da vendere) autoctona è purtroppo un dato oggettivo e per correggere la rotta bisognerebbe iniziare a fare sistema sul serio abbandonando la politica dell’orticello. Se poi pure noi, come Cremona con il cavalier Giovanni Arvedi, avessimo il nostro mecenate (ma certi contatti bisogna saperli coltivare) beh inevitabilmente il corso degli eventi ne uscirebbe agevolato, ma questa è un’altra storia. Con la Pergolettese messa malissimo, la causa persa del Velodromo e con le ferite Reima e Crema Volley (pallavolo) ancora sanguinanti solo l’ufficializzazione del titolo Città dello Sport 2016 regalerebbe adrenalina al sistema.  In caso contrario il decadimento diverrebbe tsunami e gli attuali vertici delle varie istituzioni (Coni, Comune) farebbero meglio a cambiare mestiere.

Stefano Mauri

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