Sparliamo sul Serio, mentre nulla scorre come dovrebbe, il progetto Made in Crema è partito

Sparliamo sul Serio, mentre nulla scorre come dovrebbe, il progetto Made in Crema è partito

Mentre l’acuto giornalista Antonio Grassi, sul blog del sito internet del quotidiano La Provincia lancia finalmente proposte intriganti su come provare a rilanciare la movida cremasca, mentre il comune dice che non ci sono soldi (ma da chi amministra gradiremmo proposte e alternative, non denuncie note o sentirci dire che l’acqua è calda) per asfaltare le strade e inaugura aree attrezzate (costi ingenti sostenuti dalle aziende municipalizzate) per far sgambettare i cani, mentre alla Bit (nonostante ci fossero, in veste e, ahimè passerella – vetrina – personale – ufficiale vip cremaschi) si è parlato tanto (giustamente)  di Cremona e poco (purtroppo) di Crema, mentre il Sindaco d’Italia Matteo Renzi ha piazzato il suo acuto e mentre ancora dobbiamo capire cosa realmente sia (compresa la sezione cremonese) il Pd, beh, mentre accadono queste e (tante) altre cose, il progetto for Expo (ma non solo) Made in Crema, aspettando Sanremo è partito.

In poche parole Made in Crema è un disegno ambizioso pensato per fare rete e sinergia tra alcune aziende gastronomiche, agricole e ristoranti in modo da portare in giro per l’Italia e il mondo i prodotti nostrani. In tal senso Reindustria ha avuto una bella intuizione e sarebbe interessante allargare il network pure a realtà imprenditoriali non gastronomiche. A proposito, se qualche imprenditore vuole aderire alla rete, la porta di Reindustria è aperta e ciò, considerando come la crisi economica continui a strozzare la microeconomia (urge una cabina di regia economica per monitorare, azienda per azienda, la geoeconomia di Crema e hinterland) autoctona è cosa buona e giusta.

Sarebbe stato interessante sfruttare la Borsa del Turismo (Bit) per presentare Made in Crema, ma ormai il treno è passato e adesso conta utilizzare al meglio (complimenti alla brava dottoressa Alessandra Ginelli per l’eccellente intuizione) il palco di Sanremo (con la speranza che i soliti noti in cerca solo di pubblicità personale stiano a casa) per lanciare Crema e il Cremasco in orbita. E come infine sostiene l’imprenditore agricolo propositivo Roger Massari (già affiliato al consorzio), l’Expo 2015 (contestualizzato in salsa nostrana) e Made in Crema funzioneranno sul serio se, nel giro di un anno o due, da qualche parte d’Italia, d’Europa e nel mondo, aprirà almeno un negozio o una bottega che in vetrina, tra le altre cose proponga appunto qualche prodotto Made in Crema.

Stefano Mauri

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