Stefania Bonaldi e il suo (Politica vera, nuova, del fare e dal respiro ampio) discorso lungimirante in questi tempi di emergenza sanitaria

Stefania Bonaldi e il suo (Politica vera, nuova, del fare e dal respiro ampio) discorso lungimirante in questi tempi di emergenza sanitaria

Sono molto lunghe, ma voglio condividere qui le mie considerazioni finali al Consiglio Comunale di questo pomeriggio (martedì 21 aprile, ndr) per chi avrà voglia di cimentarsi.

Avevo già parlato dell’Ospedale, dell’emergenza sanitaria, di quella economica, di come il nostro Comune ha cercato di attrezzarsi e dare risposte

Qui le riflessioni finali sulla città, sul Consiglio comunale e le forze politiche e civiche locali, sul ruolo dei sindaci e la mia personale posizione e valutazione sulla situazione lombarda e la sua gestione.

Con un grazie di cuore a tutto il consiglio comunale, per un dibattito che è stato alla altezza delle premesse.

Il quadro che ho descritto cerca di offrire uno sguardo d’insieme su quanto è accaduto sul nostro territorio, in un frangente eccezionale, mai prima sperimentato, che influenza lo stato delle cose in modo profondo, comprese le relazioni umane e politiche, in questi tempi improntate ad un senso di responsabilità eccezionale come la situazione richiede.

La nostra Comunità, molto colpita dal Virus, ha palesato comportamenti e sentimenti che a me e a voi corre il dovere di evidenziare e di valorizzare, di scolpire con parole che li rendano permanenti nella memoria collettiva.

Indimenticabile è stata la straordinaria generosità di istituzioni, imprese e privati cittadini, che si è sostanziata in una miriade di iniziative solidali e sussidiarie, assolutamente non scontate né dovute. Penso all’Associazione Uniti per la Provincia di Cremona, capace di raccogliere cospicue risorse che sono state distribuite sui territori, come possono testimoniare il nostro Ospedale, la FBC, ma anche il Comune di Crema (le giornate alimentari di militari e medici cubani sono pagate dal Comune grazie ad un finanziamento di 100mila euro della Associazione).

Penso alla straordinaria azione di prossimità di molte imprese, pubbliche e private, dagli allacciamenti gratuiti di Padania Acque ed E-Distribuzione per l’ospedale da Campo, ad una donazione di 30 mila euro di CCIAA per le medesime finalità, ad altri 30mila euro arrivati dalla Banca del Monte per sostenere azioni di “lavoro agile” nei nostri servizi alla persona, alle donazioni molteplici di mascherine, dall’Italia e dall’estero, con un pensiero particolare alla nostra città gemellata di Nanning, alle liberalità di singoli negozi o privati riguardanti i beni di necessità, visiere e DPI, ma anche beni personali per la brigata cubana, penso ai giubbotti, piuttosto che a prodotti per la cura del corpo o articoli di maglieria. Mi riferisco anche alle numerose donazioni di derrate alimentari, rivolte sia all’ospedale da campo, sia alla Caritas, così come al confezionamento di veri e propri pasti per il personale sanitario e militare. Una solidarietà straordinaria, che parla un linguaggio evolutivo, e improvvisamente fa apparire insopportabile tutto ciò che non si conforma a questo spirito altruistico. Una rivoluzione inattesa, che vorremmo e dovremmo trasferire in quel “dopo emergenza” verso cui tutti oggi siamo proiettati e verso cui dobbiamo portare questi apprendimenti.

Slanci che ci fanno sentire orgogliosi di essere umani e di esserlo all’interno di una comunità che non si è smentita, anzi esce da questa prova mostrando a noi politici quanto è difficile esserne degni, sebbene noi stessi abbiamo risposto a questa emergenza mettendo in mostra un senso di responsabilità che mi restituisce il valore della politica e della democrazia, alle quali tutti dovremmo sempre la stessa devozione che in questi giorni è stata una scialuppa di salvataggio per i cremaschi.

Sorprendente, poi, l’unità di intenti e di azione che ha caratterizzato i Comuni ed i Sindaci di questo territorio e dell’Area Omogenea Cremasca. Messe da parte appartenenze e convinzioni ideologiche, ci si è consegnati alla realtà, divenendo delle “polizze di assicurazione” per le nostre comunità. Una prova di saggezza politica ed istituzionale, quella dei sindaci, che consegniamo come esempio a chi sta sopra le nostre teste e troppo spesso non capisce il privilegio del “servire”.

Un aspetto, infine che a me sta molto a cuore, riguarda voi, consiglieri comunali di Crema e tutte le forze che rappresentate in questo consiglio comunale. Se l’azione del nostro Comune è stata così efficace e così generalmente apprezzata dai cittadini, lo dobbiamo soprattutto a questo clima, a tutti è stato chiaro che l’unico vero avversario era e rimane il Covid19. La nostra stagione politica non passerà alla storia come una noiosa replica di stereotipi sconfortanti. Liberati dal rituale, che oggi appare micidiale, dei giochi di ruolo ideologici, ci abbiamo guadagnato in tolleranza, dignità, senso della missione.

Tutti noi che facciamo politica a livello locale, siamo stati dei piccoli padri e delle piccole madri della nostra gente, ci tengo a dire che mi sento onorata di essere una vostra compagna di viaggio. Messi alla prova, umanità contro convenienza, nessuno di voi ha deluso o manifestato dubbi, collocandosi senza riserve dalla parte giusta. Grazie, anche a nome dei tanti che non possono più dirvelo.

Ho la profonda convinzione che quanto è avvenuto in questo territorio ed in questa Regione dal 21 febbraio scorso sia stato un accadimento straordinario, dalla portata devastante. Possiamo chiederci se fosse prevedibile e se si sarebbero potute anticipare strategie volte ad impedire la diffusione del contagio, abbiamo tutti il peso sul cuore di quanto è accaduto nelle RSA lombarde, ma non solo nelle case di riposo.

Ho letto critiche al sistema sanitario lombardo, alla sua ripartizione disequilibrata fra pubblico e privato, al tardivo ingaggio della sanità privata, alla debolezza del sistema della rete di cura extra ospedaliera. Non vi nascondo che io stessa registro, e non da ora, limiti importanti a questo sistema, che dovranno trovare dei correttivi, anche radicali.

Tuttavia, lo affermo in modo aperto e senza ombra di fraintendimento, non avrei mai voluto trovarmi al posto di chi governa una Regione di 10milioni di abitanti, il doppio del Veneto, il doppio dell’Emilia Romagna.

Una Regione, la nostra, messa a ferro e fuoco senza pietà, con un accanimento sconosciuto e da un nemico subdolo, che tuttavia oggi è alle corde, prossimo a essere sconfitto, grazie all’impegno di istituzioni e cittadini.

Da lombarda e da sindaco ringrazio il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che in questo momento mi appare come una persona, solo come un essere umano, trovatosi davanti a una vicenda storica più grande di tutti noi, che ha affrontato quasi a mani nude, come è accaduto di fare a ciascuno di noi.

Avendo camminato sopra le stesse macerie di ogni amministratore Lombardo, di qualsiasi livello, mi assumo la responsabilità politica di fare muro contro critiche pretestuose o di stampo ideologico, indirizzate a chicchessia, esprimendo l’augurio che questo genere di politica possa essere spazzata via insieme al virus che ci minaccia, perché non è meno letale di quello.

Gli errori sono stati generali, si sono verificati dappertutto e tutti, nessuno escluso, all’inizio abbiamo sottovalutato la portata del virus, in compenso abbiamo capito che lottando insieme, l’ago della bilancia si sarebbe spostato dalla nostra parte. Chi non si è adeguato a questa opera collettiva, porta delle responsabilità che, prima di essere politiche, sono morali.

Il coronavirus non sospende certo l’esame delle responsabilità, l’analisi di cosa è andato bene e di cosa doveva e poteva andare meglio, soprattutto perché abbiamo bisogno di capire come prepararci alle prossime volte, ma questo evento deve modificare i criteri con cui si forma un giudizio, criteri che non possono essere più fondati sulla contiguità politica ma sull’onestà intellettuale, sui fatti, sull’oggettività.

Questo non significa che rinunceremo a richiamare la necessaria attenzione sul nostro Territorio, bersagliato in modo drammatico nel suo tessuto economico, imprenditoriale e civile.

Non significa che rinunceremo a parlare con chi governa della necessità, compatibilmente con l’interesse generale, di ripartire presto, raccogliendo tutti quelli che sono rimasti indietro, colpiti nelle loro sicurezze e nei loro equilibri esistenziali.

In tal senso, oltre a tutte le attenzioni che insieme vorremo portare a beneficio della nostra gente, sono stata promotrice di una lettera, firmata da tutti i Sindaci della provincia di Cremona, nessuno escluso, e dal Presidente Signoroni, con cui abbiamo chiesto per il nostro Territorio test sierologici a tappeto per mappare la situazione e per avviarci alla ripresa con maggiore serenità e sicurezza.

I dati epidemiologici della nostra provincia, prima nel triste primato dei contagi, ci sostengono e ci danno titolo per questa istanza a Regione Lombardia, richiesta che ha registrato l’importante sostegno di tutte le categorie economiche, disponibili insieme a noi anche a farsi carico di una compartecipazione economica al costo dei test. In tal senso proprio oggi abbiamo anche investito l’ATS Valpadana.

Anche su questo aspetto mi auguro possa intervenire il sostegno pieno di questo consiglio comunale.

Grazie di nuovo del vostro appoggio, della vostra vicinanza e della vostra preziosa collaborazione, che mi auguro, per la nostra Comunità, possa continuare anche nella difficile e delicatissima fase della ripartenza.

Così postava, sulla sua pagina Facebook, nei giorni scorsi, Stefania Bonaldi, sindachessa di Crema, Politica lungimirante, di sostanza e … pronta a candidarsi a Roma

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