Parte da lontano la storia del Lambrusco: basta pensare che i naturalisti romani Catone Virgilio e Plinio il Vecchio, già ci parlavano, ai loro tempi andati, di “Vitis Labrusca” selvatica che cresceva fra le siepi ai bordi dei campi. Solo dal XVII secolo tuttavia si afferma la coltivazione del Lambrusco tra le provincie di Modena e Reggio Emilia. Questa breve introduzione solo per dire che la storia, ehm la leggenda del Lambrusco appunto parte da lontano.

E lavorano guardando dietro (mai dimenticare le radici, le origini), ma per andare lontano, in quel della cantina Casalpriore, azienda agricola interessantissima dislocata a Stiolo di San Martino in Rio (zona storicamente amata dai “Lambruschisti”) e dintorni, realtà biologica che fa vino essenzialmente per … cultura (naturalmente anche per campare) e vocazione.

Il Lambrusco Casalpriore metodo Charmat, prodotto con uve dei Lambruschi di Sorbara, Oliva, Salamino e Ancellotta, tutte ovviamente coltivate secondo sereni canoni biologici, mah agli occhi regala una bella, abbondante spuma color porpora.

I profumi? Gradevolissimi sentori floreali freschi, fiori (rose) rossi, tipicamente emergono senza forzature. In bocca poi freschezza, sapidità, persistenza piacevolissime si fanno sentire … incantando senza stancare. Degustare per credere!

Come aperitivo, con salumi e gnocco fritto, con formaggi erborinati, con l’anguilla, con ciò che volete … beh il Lambrusco Casalpriore Charmat lascia il segno. E non si fa dimenticare.

Stefano Mauri

 

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