Te lo spieghiamo noi, guida alla nuova imposta di bollo per i conti deposito

Te lo spieghiamo noi, guida alla nuova imposta di bollo per i conti deposito

Il 2014 porta delle novità per quanto concerne le imposte di bollo relative a conti correnti e conti risparmio. I provvedimenti sono stati inseriti nell’emendamento alla Legge Di Stabilità approvato il 20 dicembre scorso dalla Commissione di Bilancio Parlamentare. Piccoli e medi risparmiatori potranno tirare un sospiro di sollievo dal momento che gli aumenti previsti non interessano i conti deposito o il denaro contante presente sul conto corrente bancario, sia esso vincolato o meno.

Anzi, per coloro i quali hanno depositato una somma inferiore ai 17mila euro dall’anno in corso non è più previsto il pagamento dell’imposta di bollo statale pari a 34.20€, ma verrà applicata la normale tassazione che dall’1,5 per mille passa al 2 per mille. Insomma, per un risparmiatore che ha deciso di vincolare una somma attorno ai 10mila euro sarà possibile risparmiare circa 15 euro rispetto agli anni scorsi. Un dato che di per sé potrebbe sembrare insignificante, ma che sposta ulteriormente l’attenzione sugli investimenti nei conti deposito, che a causa dei bassi rendimenti dei BOT diventano uno dei modi migliori per investire delle somme di denaro.

Non a caso in questo periodo si sta verificando un vero e proprio boom dei conti deposito, che garantiscono una rendita lorda su base annua del 3% del totale depositato. Inoltre grazie al supporto fornito dai portali di confronto in internet, come ad esempio questo, oggigiorno è più facile consultare le varie offerte per trovare la migliore soluzione alle proprie esigenze. E’ consigliabile quindi confrontare le migliori proposte di conto online e richiedere vari preventivi gratuiti per scegliere il conto deposito online più conveniente e risparmiare.

In aggiunta i conti deposito non presentano particolari costi o commissioni di alcun genere, rappresentando una volta di più una delle migliori soluzioni di investimento. Ma andiamo a vedere nel dettaglio tutte le nuove modifiche entrate in vigore a partire dal 2014. Come già accennato in precedenza i conti deposito si adatteranno alla tassazione dello 0.2% sugli importi versati, mentre i conti correnti ordinari continueranno ad essere vincolati al pagamento di 34,20 € per le persone fisiche. Enti e aziende invece dovranno versare un canone annuo di 100€. In sostanza l’aumento della tassazione agevolerà i risparmiatori che investono somme al di sotto dei 17.000, mentre sarà lievemente più alta per quelli che decideranno di investire somme superiori.

Un’altra novità interessante è costituita dalla portabilità del conto corrente. Un po’ come accade per i numeri di telefono appartenenti ad una determinata compagnia, dal 2014 è possibile cambiare istituto di credito mantenendo le medesime condizioni, ma soprattutto senza pagare alcuna imposta aggiuntiva per il trasferimento. Infine cambierà anche l’aliquota relativa alle rendite finanziare, che dal primo maggio passerà dal 20 al 26%.

Il provvedimento è volto a finanziare il taglio dell’Irap, anche se nelle intenzioni dichiarate dal governo Renzi c’è la volontà di allineare l’imposta ai livelli medi applicati negli altri paesi membri dell’Unione Europea. Concludendo si può affermare che le nuove modifiche puntano ad incrementare il gettito derivante da medi e grossi risparmiatori, evitando di gravare sui piccoli. Ovviamente non sono mancate le proteste in merito al provvedimento, in quanto in molti vedono le nuove norme come una sorta di ‘mini-patrimoniale’ abilmente camuffata.

Francesco Valente

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