La saga del tennico, la prima trasferta a Grumello del Crema 1908

La saga del tennico, la prima trasferta a Grumello del Crema 1908

Noi che lo conosciamo da tanti anni ne intuiamo immediatamente lo stato d’animo: Calvo Pèpàsh è un poliedrico. Se entra al bar e ordina un “vov” alla pesca non ci sono dubbi: è incazzato di brutto con il magazziniere che, a suo dire, “non è capace di distinguere un balùn de futbòl da un’ogiva da rugby”. Rivalità antiche e non merita di parlarne, anche se un accenno non guasta: si dice che nei primi anni Sessanta del secolo scorso facessero il filo alla stessa ragazza la quale, però, stufa delle loro manfrine tattiche, se ne andò in America in cerca di fortuna. L’ebbe, in maniera smisurata, anche se in forma anonima: sposò il Tenente Colombo e loro sono i soli a conoscerne l’identità. Fu l’unica volta che strinsero un patto tra gentiluomini per il mantenimento del segreto.

Il motivo dell’incazzatura era però fondato: nessuno l’aveva avvisato che la squadra giocava in trasferta, a Grumello e lui, ignaro, come al solito si presentò allo stadio subito dopo l’ora di pranzo: “Per capire il clima, lo stato d’animo dei ragazzi e degli accompagnatori”, diceva, màgàsinêr a parte.

Stadio ancora deserto, giusto quello che ci voleva per metabolizzare il “chilo”, ché alla domenica il Calvo non si risparmiava: ouverture con quattro fettine di salame buono, giusto per gradire, poi orecchiette alla barese, impanata alla milanese con patate fritte, per concludere con formaggi vari e uva, frutta secca (che non ingrassa e fa bene all’epidermide), una tazzina di brodo caldo per favorire la digestione prima del limoncello e del caffè spacca marroni. Dopo cinque minuti, vedi foto: stirato come un pensionato alla sua ultima impresa erotica.

E adesso provate a immedesimarvi nel risveglio ritrovandovi circondati da una turba di barbari “cannibali”! Una figura di merda!

All’osteria nessuno ebbe il coraggio di far domande, tuttavia s’alzò una voce, di quelle che più antipatiche non possono essere; di quelle, per intenderci, che neppure da bambino hanno mai provato a fumare una sigaretta di nascosto: “E la partita contro la Grumellese, eh? Solo un pari, capirai…”

Ora, anche quando beve “vov” alla pesca, Calvo Pépàsh sa distinguere le sottili sfumature sarcastiche del bastardo di turno: un’occhiata e niente di più. Sentenziò: “Già gli errori genetici non dovrebbero parlare di calcio, ma visto che sei qui in mezzo alla palle dalla mattina alla sera, adesso ti spiego. Noi del Crema 1908 abbiamo compiuto un’impresa storica vendendo cara la pelle: fermare gli orobici della Valcapedio sulla loro linea di confine non è da tutti!”

Beppe Cerutti

 

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