Tess 6, al Galilei di Romanengo la commedia brillante 47 Morto che parla

Tess 6, al Galilei di Romanengo la commedia brillante 47 Morto che parla

Sabato 20  maggio alle ore 21.15 al teatro Galilei di Romanengo arriva l’atteso debutto dell’ultimo lavoro teatrale diretto da Fausto Lazzari, già ideatore e conduttore di TESS, il progetto di teatro sociale, solidale e di comunità, giunto alla sua sesta edizione, quest’anno dedicata a Danilo Ferrari, regista, attore e drammaturgo. Il Laboratorio teatrale di T.E.S.S. 6, dopo i successi ottenuti con le  tante repliche dell’esilarante commedia “Sarto per signora” di Feydeau, quest’anno ha elaborato, realizzato e prodotto lo spettacolo “47 norto che parla!”, una commedia brillante in 2 atti e un quadro finale, di Ettore Petrolini nell’adattamento di Fausto Lazzari. L’ingresso è fissato in 7 euro.

Ettore Petrolini è nato a Roma nel 1884, dove è morto prematuramente il 29 giugno del 1936; è uno dei massimi artisti della comicità italiana di tutti i tempi; attore, drammaturgo, scrittore e anche autore di celebri canzoni come la famosa “Tanto pe cantà”. Riassumendo in sé l’attore e l’autore, Petrolini ha inventato un repertorio e un’estetica linguistica che hanno profondamente influenzato il teatro comico italiano del Novecento, da Totò a Valter Chiari e Gigi Proietti , dai De Filippo a Troisi .

Tra il 1913 e il 1915, Petrolini creò un nuovo repertorio in bilico tra varietà, farsa e commedia: è proprio di questo periodo la scrittura di “47 morto che parla”, scritto con uno stile futurista e fonosimbolico, con ritmo musicale e zeppo di satira sociale, in collaborazione con Checco Durante. Lo spettacolo, che trae appunto origine dal testo originale di Petrolini, vuole rendegli omaggio, senza dimenticare il grande successo popolare ottenuto dall’omonimo film del 1950 diretto da Carlo Ludovico Bragaglia e intrepretato da un Totò in gran forma e da una esplosiva Silvana Pampanini.

Antonio Peletti è un arrogante marito, nonché originale personaggio di una piccola borghesia italiana di periferia degli anni Venti, che scompare da casa per due anni. Al suo ritorno, la moglie decide di vendicarsi: facendosi aiutare da una compagnia d’artisti di teatro amatoriale, che stanno allestendo un nuovo spettacolo ambientato in paradiso, farà credere al marito d’essere morto e finito in paradiso, appunto. La scena è ambientata in un salotto della presunta vedova Nannina, dove la compagnia teatrale sta realizzando le scenografie del paradiso. E’ un lavoro molto vivace, che si muove in un ambito metateatrale, dove gli attori recitano se stessi come pure i loro personaggi; per omaggiare l’autore ci saranno anche alcuni suoi famosi brani musicali  cantati dal vivo.

Sul palcoscenico: Alessandro Doldi interpreta Antonio Peletti, il marito che torna a casa dopo essere sparito per due anni, Alessia Parolari è Nannina, sua moglie, Margherita Marizzoni veste i panni di Eulalia Finocchietti, la classica suocera invadente e acida, Simone Rota interpreta il doppio ruolo dell’amico speciale di Nannina e di san Pietro nella scena che ricostruisce un fittizio paradiso; Miriam Alblois, veterana del gruppo avendo partecipato a tutti gli spettacoli realizzati da TESS, è l’amica Giulietta che poi si travestirà da angelo custode; Gianfranco Pandini è Rapa, l’artista buontenpone che sarà anche Tito, l’amico “trapassato” di Antonio; Manuela Vitcu interpreta l’amica Giulietta; Lorena Chitu, un’altra amica, Marcella, che si trasformerà in poliziotta nel finale; infine Ambra Zaniboni, pure lei amica di Nannina, che apparirà in paradiso con le sembinze della Madonna. I costumi, che si rifanno agli anni Venti e Trenta, sono stati confezionati da Manuela Vitcu e grazie ai tessuti messia a disposizione dalla Tessileria Cavallini di Crema, mentre la scenografia è realizzata da TESS con la preziosa collaborazione di Mara Migliazza e Alessia Parolari. La regia è di Fausto Lazzari, che ha curato anche l’adattamento del testo e le musiche. La manifestazione si svolge con il patrocinio dell’assessorato al Comune di Romanengo e la collaborazione della Pro Loco di Romanengo.

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