Trentadue sindaci scrivono ai parlamentari cremaschi chiedendo chiarezza sul problema dei minori in affido

Trentadue sindaci scrivono ai parlamentari cremaschi chiedendo chiarezza sul problema dei minori in affido

Nei giorni scorsi oltre 30 sindaci del cremasco hanno sottoscritto un documento in relazione al problema delle rette per i minori in affido. Il documento è stato inviato oggi all’onorevole Cinzia Fontana e al viceministro senatore Luciano Pizzetti. Ecco il testo dello scritto:

Oggetto: Pagamento delle rette concernenti gli affidi di minori (e non) in strutture residenziali protette

 

Onorevole Fontana, senatore Pizzetti,

                                                                                       questa nota nasce dalla constatazione che il problema degli affidi dei minori in strutture residenziali protette e quello dell’affido dei minori accompagnati dalla madre, sempre in strutture protette, sono diventati – per i comuni – questioni che possono provocare il collasso economico dei comuni stessi, soprattutto quelli di ridotta dimensione.

Non vogliamo mettere in discussione la finalità della legge e di tutte le norme che regolano il settore, finalità più che condivisibili, ma l’obbligo dei comuni alla copertura dei costi del servizio di affido in strutture protette, senza un adeguato corrispettivo da parte dello Stato o della Regione.

Il concetto è semplice: la maggiore capacità del nostro sistema socio-assistenziale di individuare le situazioni a rischio si scontra con la difficoltà dei comuni di reperire risorse economiche necessarie per affrontare la crescente richiesta di interventi di questo tipo con un’evidente allargarsi della forbice, tra il numero dei ‘ ricoveri’ in strutture protette e imposti dall’autorità giudiziaria e la costante diminuzione della disponibilità finanziaria dei comuni.

Nessuno contesta i provvedimenti dei tribunali che impongono ‘l’affido dei minori ai servizi sociali per l’inserimento degli stessi in idonee strutture residenziali’, spesso esteso alla madre dei minori, previo consenso della madre stessa, ma non è più accettabile che a pagare questo intervento siano i comuni di residenza dei soggetti in affido.

L’impossibilità oggettiva di prevedere il numero di questi interventi,  determina, il più delle volte, gravi dissesti negli equilibri di bilancio, faticosamente raggiunti nonostante le riduzioni dei trasferimenti di settore (statali e regionali) e i vincoli di spesa imposti dalla normativa nazionale.

Per avere un’idea dell’incidenza dei costi sui bilanci comunali è sufficiente verificare il costo delle rette per l’inserimento in comunità o struttura residenziale idonea. Trattasi, nella maggior parte dei casi, di costi elevati e continuativi che costituiscono un pregiudizio alla stabilità dei bilanci comunali ed un evidente ostacolo al rispetto degli equilibri di spesa pubblica imposti dalla normativa nazionale.

Obbligare i comuni alla copertura preventiva di spese, per loro natura imprevedibili, non può essere considerato esempio di ponderata regolamentazione normativa. Ancora più illogica appare la scelta di lasciare i comuni in balia degli eventi, tra decreti dei tribunali che generano spesa imprevista ma obbligatoria e norme contabili che vietano di spendere in deroga al patto, seppur ‘rimodulato’ con la vigente normativa.

Abbiamo cercato, nei mesi scorsi, di istituire un tavolo di confronto istituzionale, mirato all’individuazione di una ragionevole soluzione del problema, quantomeno di una sua condivisione su scala regionale, ma le nostre istanze pare non siano andate oltre l’ANCI Lombardia, e comunque non hanno ricevuto alcun riscontro formale dai destinatari. Nel frattempo gli affidi sono aumentati, di pari passo con le difficoltà economiche dei comuni interessati.

Il problema non è più ineludibile e rinviabile, anche perché nel frattempo è entrata in vigore la nuova normativa sull’Isee che penalizza ulteriormente i comuni e rende il pianeta assistenza una giungla nella quale è difficile districarsi ed uscirne indenni.

 

Onorevole Fontana, Senatore Pizzetti, come vi abbiamo riferito a voce al termine dell’incontro sulle riforme che si è tenuto a Casale Cremasco il 13 febbraio scorso, confidiamo, nel vostro autorevole interessamento alla questione, per il quale anticipatamente vi ringraziamo.

Questi i sindaci che hanno aderito:

  • Agnadello Giovanni Calderara
  • Camisano Adelio Valerani
  • Capergnanica Alex Severgnini
  • Capralba: Gian Carlo Soldati
  • Casale Cremasco Antonio Grassi
  • Casaletto Ceredano Aldo Casorati
  • Castelleone Pietro Fiori
  • Chieve: Davide Bettinelli
  • Crema Stefania Bonaldi
  • Credera Matteo Guerini Rocco
  • Cumignano sul Naviglio Aldo Assandri
  • Dovera Mirko Signoroni
  • Fiesco Giuseppe Piacentini
  • Gombito Massimo Caravaggio
  • Madignano Guido Ongaro
  • Monte Cremasco Giuseppe Lupo Stanghellini
  • Montodine Alessandro Pandini
  • Offanengo Gianni Rossoni
  • Palazzo Pignano Rosolino Bertoni
  • Pandino Maria Luise Polig
  • Ripalta Arpina Marco Ginelli
  • Ripalta Cremasca Aries Bonazza
  • Ripalta Guerina Luca Guerini
  • Romanengo Attilio Polla
  • Salvirola Nicola Marani
  • Sergnano Luigi Bernardi
  • Soncino Gabriele Gallina
  • Spino d’Adda. Paolo Riccaboni
  • Ticengo Marco Arcari
  • Trescore Cremasco Angelo Barbati
  • Vaiano Domenico Calzi
  • Vailate Paolo Palladini
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