Trono di Crema, del come l’Arciduca Enrico incontrò e affascinò la principessa Maria dei Longobardi da Leno

Trono di Crema, del come l’Arciduca Enrico incontrò e affascinò la principessa Maria dei Longobardi da Leno

E mentre tutti credevano che l’Arciduca Enrico del Commercio fosse chiuso nel suo castello a farsi ritrarre dal pittore di corte assieme alla moglie Rossella Della Spada e ai figli in realtà in gran segreto nottetempo si era recato in processione dalla principessa Maria dei Longobardi da Leno, regnante su tutti i regni compresi quelli del Lago Gerundo e con diritto di vita e di morte su tutti, compresi i nobili. Era stato accompagnato alla corte della principessa dal Marchese De Salinius il Belga che era tornato nelle terre longobarde appositamente per cercare di portare l’Arciduca al cospetto della principessa.

A nulla erano servite le visite nel castello a Mediolanum di Simon della Berretta, armato di pergamene che narravano le nefaste gesta di Enrico, che aveva cercato in tutti i modi di convincere la principessa Maria a defenestrare l’arciduca Enrico e ad affidagli il comando delle truppe che avrebbero assaltato in primavera il maniero di Stefania I. La principessa Maria era rimasta affascinata dai modi spicci e da guerriero dell’Arciduca e aveva deciso di incoronarlo.

A Simon della Berretta troveremo l’adeguato compito”, aveva voluto dire la principessa Maria, “mi è sempre stato fedele e sarà ricompensato”. Non sapeva ella che Simon era già rinchiuso nelle segrete stanze con papa Agazio X. “Lo scisma”, si sentiva urlare, “si meritano lo scisma”. Nel palazzo di papa Agazio erano già accorsi Rugantino da Ombriano, Mastro Paolo e un terzo misterioso personaggio che potrebbe stravolgere tutta la storia se si scoprisse oggi chi è.

Ma le acque non erano quiete neppure nel palazzo della regina Stefania. I suoi sostenitori minacciavano di dividersi in due fazioni. “Io me ne lavo le mani” urlava Ponzio Pilone (e con un nome del genere che poteva dire). C’era gran confusione sotto i cieli e qualcuno addirittura non si ricordava come si chiamava (ma questa per ora è un’altra storia).

il menestrello Bruno Mattei

 

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