Trono di Crema, Rob e il Rosso uomini liberi o burattini dell’arciduca del Commercio?

Trono di Crema, Rob e il Rosso uomini liberi o burattini dell’arciduca del Commercio?

Rob e il Rosso erano rintanati alla Taverna della Gatacornia sgozzata. I due sgherri dell’arciduca Enrico del Commercio erano diventati il bersaglio principale degli strali di papa Agazio X. Il pontefice era ancora più irritato da quando a loro difesa era intervenuto anche padre Antonio da Casale che dal suo buon ritiro ogni tanto mandava messaggi alla città. Erano gente pericolosa, si sa, quando scorrazzavano in città non c’era nessuno che osasse ribattere alla loro affermazioni. “Verrà l’arciduca vedrete, verrà a farvi pagare ogni peccato”.

Rob e il Rosso erano malvisti anche dalla regina Stefania I. L’avevano denigrata per mesi quando aveva deciso di allearsi con i Mori. “Mama li Turchi”, andavano urlando in città. Ma alla fine i Mori non erano arrivati. Non se ne parlava più. Sull’opportunità di allearsi con i Mori stranamente si trovarono d’accordo l’arciduca Enrico del Commercio e l’Aiace Mimma. “Non è una priorità”, dicevano entrambe, pur da posizioni differenti.

Papa Agazio se ne faccia una ragione” ripetevano Rob e il Rosso, “siamo uomini liberi di urlare quello che ci pare, quando ci pare”. L’insperato appoggio di padre Antonio da Casale li aveva ringalluzziti. Si era parlato di loro anche su altri proclama nel regno. C’era chi difendeva l’opportunità di criticare il pontefice e la regina. Era una società in evoluzione quella. Dove con la forza e gli strepiti spesso ci si faceva spazio. Dopotutto Rob e il Rosso avevano smesso di farsi valere a palle di spingarda e avevano iniziato a farsi sentire urlando.

Certo alle volte era una gara a chi urlava di più. Ma in fondo i cittadini della Città Giocattolo non erano stupidi e ascoltavano tutti i proclama che c’erano nel regno e alla fine decidevano da soli se criticare il papa, la regina, l’arciduca o chi altro. Ma due personaggi incombevano sulla città. Ponzio Pilone sempre chiso nelle sue segrete. Si diceva che stesse preparandosi a realizzare una via di comunicazione che portasse dalla città ai regni del nord. Dal canto suo il marchese De Salinius il Belga voleva invece far pagare una gabella agli stranieri che tranistavano nella Città Giocattolo diretti ai regni del sud.

il menestrello Bruno Mattei dalla Città Giocattolo

 

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