Tutti a votare e votiamo chi sa illuminare senza gridare e cavalcare le paure

Tutti a votare e votiamo chi sa illuminare senza gridare e cavalcare le paure

Sì questa è stata probabilmente una delle peggiori campagne elettorali della storia della Repubblica Italiana. I contenuti? Al netto di promesse, demagogie, paure cavalcate, amplificate ad arte ancora non sono pervenuti. E adesso è già tempo di votare. Già, ma a chi dovremmo dare i nostri voti?

Ognuno ha le sue idee (ammesso e non concesso le abbia sul serio e che queste beh siano … dense) per carità, ergo è giusto voti secondo coscienza, ma seguendo tuttavia (si spera) almeno la testa e non la panza. Ciò detto io che in quarantuno anni di inutile sopravvivenza praticamente ho votato tutto e tutti (puntualmente finendo deluso nel medio periodo post voto), stavolta non so a chi regalerò la mia sopravvalutata preferenza; so però che essa andrà verso coloro che con fare rassicurante, mai in quest’ultima, strampalata, stralunata, lunga, assurda “campagna” hanno giocato con le paure della gente normale limitandosi, appunto per acciuffare voti, a giocare con la paura alzando artatamente i toni. Ergo non voterò chi ha gridato, ma chi ha illuminato il domani con un sorriso sincero e pulito, con un silenzio costruttivo, con un cenno d’avanguardia futurista progressista.

Ah mi raccomando. Prima di recarci alle urne guardiamoci allo specchio, guardiamoci bene in faccia, guardiamoci intorno, guardiamo i social e ahimè … non stupiamoci poi di ciò che, volenti o dolenti uscirà dalle segrete urne elettorali. Già una vita fa del resto, alla resa dei conti, il suffragio premiò un certo Barabba punendo il suo antagonista d’allora Gesù.

Stefano Mauri

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