Una via per Marcello Mimmi

Una via per Marcello Mimmi

E poi tra le tante nuove vie cremasche, tra le tante vie intitolate a religiosi, spicca l’assenza di una via. Da qualche parte ci vorrebbe via Marcello Mimmi. A quello che fu vescovo di Crema per 3 anni, dal 1930 al 1933, sono state dedicate vie in ogni luogo dove è stato: da Bari a Napoli. Soprattutto alla sua vocazione caritatevole.

E si che a Crema fece il primo grande gesto in questo senso, prima di andarsene regalò il suo anello episcopale ai poveri della città che lo adoravano, tanto che in città lo chiamavano “ il vescovo dei poveri”. Dopo Crema il vescovo Mimmi ne ha fatta di strada, la sua foto, mentre arriva al conclave del 1958 per l’elezione di papa Giovanni XXIII, in compagnia del cardinale Ingazio Tappuoni, è finita anche su Life.

Da poco è ricorso il cinquantesimo della sua morte, avvenuta il 6 marzo del 1961, e ancora a Crema non si parla di dedicare una via alla sua figura. Incisiva spesso, soprattutto a Bari, dove in 20 anni di presenza accrebbe il numero delle parrocchie, intensificò l’assistenza morale e l’istruzione religiosa della popolazione, svolse corsi di missioni, indisse congressi eucaristici e settimane per i giovani, per le donne e per gli uomini. Convinto sostenitore dell’azione ecumenica della Chiesa, ospitò a Bari la settimana “Pro Oriente cristiano”, per cui fu nominato vice presidente dell’Azione Cattolica Italiana per l’Oriente cristiano. Nel 1946 fu proprio lui a spiegare al Vaticano alcuni punti difficili del dopo guerra: “Moltissimi furono i danni che provocarono nei costumi di questo popolo i soldati di ogni razza che dimorarono per parecchi anni nella città e nei paesi vicini”, scrive in una relazione da lui curata che prende in considerazione l’occupazione degli alleati avvenuta in Puglia a partire dall’8 settembre del 1946.

Nel 1935 era stato uno dei più fieri sostenitori della Giornata della fede, l’invito fatto dal regime agli italiani a consegnare le fedi nuziali per fare fronte alla crisi economica. In piazza Prefettura, sono oltre 100 mila le fedi consegnate al vescovo. Dopo i 20 anni a Bari fu ordinato arcivescovo di Napoli. Il 15 dicembre 1957 è chiamato a reggere la Sacra Congregazione Concistoriale.

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