Ho sempre un discreto ottimismo nell’affrontare i concerti, anche quelli maratona come quello di cui andiamo a parlare. E meno male. Partenza che più metal adolescente non si può per la serata del 1 dicembre 2017 al Live Club di Trezzo d’Adda. Sul palco del locale un tris di band storiche. Death Angel, Annihilator e Testament. Ovvero tre dei gruppi che hanno fondato il thrash negli anni ’80. Esordio rispettivamente nel 1987 per i Testament con il fondante The Legacy, sempre nel 1987 per i Death Angel con lo strabiliante The ultra violence (disco ipertecnico per un gruppo all’epoca di minorenni) e nel 1989 con Alice in hell per gli Annihilator. Insomma non sono fighette di primo pelo, come chi li va a sentire.

Anche se devo dire ci sono molti bambini con padri e famiglie metalliche, e anche figli ventenni che seguono le orme del padre, come il figlio del bassista dei Suicide Solution, presente col padre con cui si fanno amabili chiacchiere metalliche in attesa del via, tra parentesi appioppo 25 anni alla 41 enne Daniela strappando la sua simpatia (che va sempre bene) il metal mantiene giovani.

Partenza metal, dicevamo, per me e Dimitri. Un sifone di Moretti bevuta in macchina sulla strada per Trezzo, molto anni ’80, un cd dei Peggio Punx. Il locale di Trezzo è strapieno. Fa molto piacere vedere che i grandi classici sono sempre così amati. I Testament li avevo visti sempre qui un paio di anni fa, al tempo del Metal Italia Festival. Dicono che Chuck Billy, il cantante, non abbia più voce. Ma l’impatto del loro sound è sempre devastante.

Una scaletta di classicissimi, esattamente come per gli altri due gruppi. In tutto quasi 4 ore di musica e circa 5 nel locale (cambi palco veloci e orari rispettati come sempre per il Live). Tutti passati girovagando a spintoni nella folla, bevendo un paio di altre birre (ma poche che ormai l’età). Alla fine orecchie che fischiano e mal di gambe. Dimitri emerge dalla fossa del pogo sudato e felice, io non mi ci lancio da anni. Mi accontento di stare nelle file di rincalzo. Ma di mollare queste serate proprio non se ne parla. Già ho i biglietti per gli Iron a Trieste a luglio e poi vedremo se tra Live e Carroponte nel 2018 riusciremo ad affastellare ancora qualche nome storico. Metal rulez.

Emanuele Mandelli

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