Una serata particolare, così doveva essere l’epilogo di una storia che sembrava destinata a non finire. Invece è arrivata alla sua naturale conclusione nel migliore dei modi in compagnia degli amici che l’hanno supportata e capita. Venerdì scorso, 28 luglio, nella particolare cornice dell’estivo del bar Sala Prove Garage, in quel di Izano sospesi a metà tra zona industriale e aria contadina (tra un capannone e un campo di mais) si è tenuta la presentazione bootleg del mio tredicesimo libro, Assuefazione alla follia.

Una storia di crescita, di formazione, di chi tiene in vita il sedicenne che c’è in sé e altre cose. Le ha ben inquadrate Marco Viviani che ha chiacchierato con me del libro, e anche questo è stato un momento epocale. Dopo anni di battaglie. E ne sono molto, molto contento. Così che ci fosse l’amica Elena Crotti, che scrisse la prefazione del mio primo libro Zombi rock più di 10 anni fa e che per impegni vari non era mai riuscita a partecipare ad una presentazione.

Di quel primo libro è tornato alla luce il racconto che narra l’ultima notte di Ian Curtis, che nel romanzo ha un suo ruolo, non solo per la copertina. E la canzone L’ultima notte di Ian scritta da Paolo Alpiani e Andrea Spinelli ed eseguita da Paolo Alpiani in solitaria con una nerissima Gibson SG diavoletto e con uno spirito che più wave non si può è stata forse il momento più toccante della serata.

Ma anche quella Corde spezzate che ha una storia ancor più travagliata del libro, suonata da Alpiani e Cantata di Spinelli seduti per terra sul palco. Mi hanno costretto a suonare Shuttle lunare, non ne ero convinto, non della canzone che ho scritto io 4 anni fa, ma della mia capacità di renderla come l’avevo in testa. Dicono che ha reso. Non ne sono convinto. Ma sono amici.

E poi dopo la chiusura di questo cerchio, unica presentazione che farò, ho già rifiutato di farne una seconda nel comune amministrato da un amico (ma ho rilanciato con una cosa che piacerà a tanti) perché così doveva essere. Le copie stampate sono le uniche che farò. E tra 6 mesi metterò il libro offiline.

Dopo la presentazione quello che era il vero evento della serata, il concerto per i 15 anni degli Overdreams, e anche per i 35 di Andrea Spinelli. Mi ha fatto un certo effetto risentire Tonight, Ho perso la testa, Stop e altre canzoni ormai divenute dei classici cremaschi. Stefano Bernardi e Guido Sangiovanni sono in gran forma. Spinelli un po’ meno, a fine serata avrebbe potuto cantare una canzone dei Motorhead, vista la voce devastata dal riflusso gastrico, che ha più volte ricordato di avere. Questi maledetti al Gaviscon, ma gli si vuole bene lo stesso.

Emanuele Mandelli

 

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