May rock, Punkeras nel cuore dei cremaschi. Ma…

May rock, Punkeras nel cuore dei cremaschi. Ma…

Quest’anno gli è andato dritto tutto. Parliamo degli “amici” screamzini e del loro May Rock, che si tiene a giugno oramai. Due serate che stando alla previsioni del tempo avrebbero dovuto essere torrenziali e che invece… Ma andiamo con ordine. Anzi no. Andiamo per impressioni. Iniziamo dal fondo. I Punkreas si confermano essere una delle poche band, se non l’unica, che riesce a far muovere e ballare i cremaschi. Un’ora e mezza di punk rock. Inni che conosciamo tutti e che cantiamo da un ventennio: Tutti in pista, Aka toro, Sosta… Orecchie che fischiano fino alla domenica pomeriggio e una botta notevole.

Pubblico? Partecipe e adulto, come la band. Per fare il pienone serviva un gruppo del genere. Neppure gli Shandon la sera prima avevano fatto il full. Ma avevano fatto un buon concerto ricco di pezzi storici e di nuove canzoni. Il resto delle band? Venerdì era iniziato con i Socs, che non ho sentito, me ne stavo ai tavolini a chiacchierare. Gli Scandals, che erano la band di Niccolò Campi a cui è dedicato il festival, non mi sono piaciuti. Fanno un genere che non ho mai amato, un nu-metal muscolare. Il genere che mi fece fuggire dalla musica che amo negli anni ’90, salvo farvi ritorno quando si è di fatto estinto. De gustibus. Anche se l’imperdonabile trattamento riservato a The Wall dei Pink Floyd è da radiazione….

In mezzo l’intervento dell’assessore alla cultura Paola Vailati, scritto e letto e oltre il limite della melassa diabetica. Per carità ai sentimenti non si comanda. Certo che un appunto va fatto: ha detto una cosa tipo voi che siete gli unici che invece di parlare siete in grado di organizzare una manifestazione del genere. Intanto non mi sembra una grande uscita per un assessore che dovrebbe essere super partes. Poi volevo controllare quanti soldi è costata la manifestazione, e quanti ne ha messi il comune. Ma sull’Albo pretorio ci sono solo le determina per i cessi chimici e cose così, ma non la delibera. Per quel che so solo per i cache delle due band principali servono almeno 9000 euro.

Si confermano grandissimi gli Hellekin Mascara, che con l’inserimento di Lou Moon alla voce hanno trovato una quadra notevole. Bravi e carichi. Non sono riuscito a sentire Offroad e Rail Two.

Insomma non deve essere costato poco quest’anno il May di giugno. Insomma con certe cifre a disposizione non è difficile fare le belle manifestazioni neh. Detto questo mi sono divertito, soprattutto sabato sera. A parte la birra davvero grama, ma questi sono gusti personali.

Emanuele Mandelli

Fotogallery per concessione della nostra amica e fotografa Elisa Losco
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