Ormai sta diventando una tradizione, almeno una volta l’anno, raccontare l’incredibile e fantomatica storia dei Medalllo. E come un pescatore che ogni volta che racconta la storia di quando pescò qual incredibile pesce aggiungendo di volta in volta particolari ed ingrandendo la cattura, anche la storia dei Medalllo ogni volta diventa più articolata. Così giovedì scorso, 12 luglio, ci siamo ritrovati nella splendida cornice di piazza Borgo Isso a Castelleone, sotto il Torrazzo, a raccontare per l’ennesima volta la storia della scalcagnata metal band cremasca.

C’eravamo io e Dimitri Simonetti, colui che ha dato il via a questa storia entusiasmandosi per il mio libro che raccontava la vicenda. Poi Alex Cannatelli, che ormai è parte fissa del cast della “compagnia metallica”. Ma a sto giro ci siamo superati. C’era un altro chitarrista, Giorgio Marchetti, fautore della serata che a seguire ha rimesso assieme i suoi Valalhha per un concerto di super hit metal, c’era Daniel Illari alla voce e alla fine c’erano i Pane Selvaggio, ovvero la band che ha ispirato uno dei gruppi di cui si parla nello spettacolo.

E’ un segreto di pulcinella, lo sanno tutti, sono i Wild Breed. E sul palco sono saliti Massimo Zucca, Luca Maccalli e Michele Mandelli, per due infuocate versioni di due dei loro pezzi iconici Twist’n’shake e soprattutto quella Be somebody uno delle hit cremaschi per eccellenza.

Potete intuire la bella atmosfera della serata dal video, che passa da ciò che si vede sul palco a farvi vedere l’atmosfera tra i tavoli, dove via via si uniscono persone a seguire il racconto. Tanti amici si, ma anche tanti curiosi. E’ stato bello. E la prossima volta? Il passo successivo sarebbe rimettere su un palco i 5 personaggi che hanno ispirato i Medalllo e vedere se sanno suonare assieme (non dico ancora perché non lo si sera quasi in quegli anni). Chi lo sa. Vedremo alla prossima occasione.

Emanuele Mandelli

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