Teatro a Corte, eccellenza torinese

Teatro a Corte, eccellenza torinese

Quindici anni di storia sono un bel pacchetto di esperienza. Lo scorso fine settimana ha preso il via a Torino l’edizione 2014 di Teatro a Corte. C’eravamo, come da qualche anno, per vedere cosa succede all’interno di uno dei festival più particolari del panorama teatrale italiano.

Cosa sono stati i due giorni del primo dei tre weekend lo vedrete nel videoracconto. Ma facciamo qualche considerazione su quanto sia inserito nel tessuto sociale della città questo festival, che il direttore artistico Beppe Navello descrive come nato come cosa per pochi, gli spettacoli per poche decine di persone della prima edizione e come nel corso degli anni abbia contribuito al rilancio turistico e culturale del capoluogo piemontese. Lo ammette anche lo stesso sindaco di Torino, Piero Fassino, intervenuto all’inaugurazione di Palazzo Reale: “qualche anno fa se trovavi un turista a Torino pensavi che avesse sbagliato treno”.

Adesso invece la splendida città sabauda è una delle mete turistiche più gettonate del nord. Basti dire che in contemporanea a Teatro a Corte, ad esempio, si svolge anche il festival musicale dedicato a Mozart che occupa piazza San Carlo, e che passeggiando per la città si nota un esplosione di iniziative. Musica, arte, gastronomia (qui è di fatto nata l’esperienza di Eataly di Oscar Farinetti).

E allora dopo l’applauso per le due artiste della performance di apertura Leave.Two.Houses della compagnia Zero Visibility Corp, in una piazzetta reale arroventata dal sole, ci si trasferisce al teatro Astra, altro luogo rinvigorito dalla rassegna, per i primi due spettacoli della vestrina dedicata ai paesi scandinavi. Due divertissment dal titolo The Pianist, per il Circo Aereo e Moving Stationery, per il Kallo Collective inframezzati da due video sempre del Circo Aereo, uno dei quali girato interamente a Torino e prodotto dalla cremasca Mara Serina, una delle anime organizzative del festival.

La nostra permanenza a Torino si è poi protratta anche nella giornata di sabato, per altri due spettacoli, l’affascinante perfomance This is the title del finlandese Ima Idouzee. Poi la serata è stata tutta incentrata sulla splendida cornice di Venaria Reale. La reggia alla periferia di Torino recuperata solo nel 2007 e divantata uno dei poli di attrazione, ed eccellenza, del turismo piemontese. Prima di tutto con la bella mostra Underneath the nordic sky della pittrice finlandese Nanna Susi e poi con lo spettacolo di giocoleria dei francesi Collectif G. Bistaki dal titolo: Cooperatzia/Maison. Ma il festival prosegue per altre due settimane.

Alla fine saranno: 25 compagnie da 9 diversi paesi con 21 prime nazionali, 42 ore di spettacolo, 1 vetrina internazionale, 1 show case, 1 mostra d’arte, 5 visite guidate, 3 colazioni con gli artisti, 2 cene e una merenda nei castelli. Se potete andateci, ne vale la pena.

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