Victory or die, goodbye Lemmy

Victory or die, goodbye Lemmy

Non era facile accordare la chitarra per quel fottuto mancino. Non lo era. Eppure era un gran lavoro starsene a bordo palco a guardare Jimi, sopratutto vedere con quali e quante donne se ne sarebbe andato dopo il concerto. Nel 1967 erano solo gli amici a chiamare Ian Fraser Kilmister con il soprannome che tutti avremmo usato per 40 anni: Lemmy.

Forse avrei potuto fare il rodie tutta la vita. Forse no. Di certo vedere uno strano cappellone con tre strani nei in viso, croci uncinate e simboli prussiani, accordare la chitarra bianca da mancino di Hendrix, il chitarrista della summer of love, faceva uno strano effetto. E forse è stato proprio facendo il roadie di un chitarrista mancino che ha fatto si che Lemmy imparasse a suonare il basso facendo degli accordi.

Una modalità che ha regalato quarant’anni di suono inconfondibile. Quello di uno schiacciasassi inarrestabile che era leggenda prima ancora di stanotte. Già perchè quando ho aperto gli occhi stamattina. La radio era sintonizzata su Radio1. Accorgermi che stava mandando in onda 1916 mi ha dato un brivido e una certezza. Lemmy non c’era più, “eravamo diecimila spalla a spalla, volevamo combattere i tedeschi ma eravamo solo cibo per le armi”.

Probabilmente ho avuto più donne di Jimi. Forse 1200. Le ho conquistate tutte facendole ridere e divertire. Quando avevo visto il filmato straziante della sospensione del concerto di Austin a settembre con Lemmy sempre così potente dire al microfono dopo tre pezzi, scusate non ce la faccio, e andarsene scortato dai rodie, avevo atteso per l’acquisto del biglietto del concerto che avrebbero dovuto tenere a Trento, con Saxon e Girlschool, il prossimo 20 febbraio. Adesso mi sento un po’ in colpa per non averlo acquistato.

Era chiaro che qualcosa non andasse. Eppure avevo sperato di andarmene a vedere quel concerto. Ora guardo solo il mio cappellino con lo snaggletooth appeso alla chitarra. Dove lo lascio spesso. Si dice che solo i giusti muoiano nei giorni vicino al loro compleanno. Lemmy era nato la vigilia di Natale del 1945. Da un cappellano militare della Raf. Aveva appena compiuto settan’anni.

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