E il video dell’esecuzione dell’Is circolato a scuola? Un video rap (fatto pure male) che vi facciamo vedere

E il video dell’esecuzione dell’Is circolato a scuola? Un video rap (fatto pure male) che vi facciamo vedere

Quando Alessandro (il nome è di fantasia n.d.r) è tornato a casa e ci ha detto che non capiva tutto il casino attorno al video mandato da un suo amico e finito sui giornali come video di un esecuzione dell’Is ci siamo inquietati e gli abbiamo chiesto di vedere il video per capire che danni potesse avere fatto”.

A questo punto noi che siamo curiosi come delle faine abbiamo chiesto di inoltrarci il video per vedere un po’ che nefandezza avesse fatto circolare il cuginetto del Mullah Omar ai poveri virgulti cremaschi. Sorpresa, era un video rap arabo, pure girato male, di un gruppo che ha una regolare pagina Facebook e che si trova in rete facilmente, infatti il video in questione lo abbiamo trovato su You Tube e ve lo facciamo vedere.

Ora: Alessandro ha la stessa età, frequenta la stessa scuola, è amico del giovane musulmano dodicenne finito sui giornali per il video di un esecuzione dell’Is mandato ai suoi compagni. Può darsi che abbia mandato il video violento agli altri e quello innocuo ad Alessandro per farci fare una pessima figura? Nel giornalismo può darsi tutto.

Secondo noi però sono solo caduti in un enorme malinteso. Il video, poi ve lo guarderete, è abbastanza violento, anche se il 99 per cento dei video rap americani che non ci fanno fare una piega lo sono molto di più, ma non si finisce sui giornali per aver inoltrato un video di 50 Cent. Mostra una sorta di gang di strada che va alla resa dei conti con altri ragazzi.

C’è una discoteca con un dj, che si chiama Pirlo (oh signur), due ragazzacci vestiti all’occidentale, uno ha pure una maglietta dei Velvet Undergrond con la banana di Andy Wharol, figuriamoci, che menano uno, ne accoltellano un altro. Scene di violenza fatte col pomodoro in scatola davvero molto male. Vi prego guardate l’accoltellamento finale… Il mio epigono, il Bruno Mattei regista horror, non avrebbe saputo fare di peggio in quanto a dilettantismo.

Già ma le terribili scritte in arabo che appaiono all’inizio e alla fine? Ce le siamo fatte tradurre. La schermata tutta nera che vedete in fondo riporta esattamente queste scritte: terra della foresta, cantata da Mrwan Elgentel e Ramy Diab, parole e melodia di Ramy Diab, edita da Mrwan el Gentle, stessi crediti riporati all’inizio, l’altra schermata che vedete in fondo al pezzo, con in grande il titolo del pezzo che è Terra della foresta.

Tocca riaprire un dibattito, quello sui social network e sull’uso distorto che ne facciamo. Sui profili Whatusp dei nostri (vostri io non ne ho) figli gira di tutto. Un sacco di tette e culi, e questo fa solo bene; un sacco di violenza e di cose demenziali. Tempo fa il video di un pestaggio fatto da una ragazzina, italiana, verso un’altra ragazzina, italiana, davanti alle scuole Marazzi era circolato. Quella si che era violenza vera, e non aveva fatto clamore. Se ne era parlato. Abbiamo visto anche quello.

I video di esecuzioni, vere, circolano su Facebook, di solito condivise da chi vuole condannare l’Is e invece provoca una reazione a catena di visioni raccapriccianti in cui si incoccia anche senza volerlo, dopo aver guardato per curiosità morbosa quello dell’esecuzione a freddo di tre camionisti fermati nel deserto non ho dormito per due notti.

Le altre considerazioni per ora le lasciamo sospese. Ci rivediamo il video che questo rap arabo non è poi così male. Ci dicono che il gruppo sarà tra gli ospiti del Sanremo di Carlo Conti. A proposito inizia stasera. Finalmente per una settimana in Italia si parla d’altro. E nella Città Giocattolo?

Bruno Mattei

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