Vita da musicista, quando i download pirati ci fottono il lavoro

Vita da musicista, quando i download pirati ci fottono il lavoro

Uno su mille c’è la fa, cantava Gianni Morandi, ma quanti veri talenti restano sconosciuti a causa di una nuova cattiva abitudine?
Sembra strano ma a volte si può imparare dal passato, e questo è uno di quei casi, decenni fà si rubava musica registrandola su una musicassetta da una stazione radio, oggi lo si fa scaricando dai portali illegali.

Ma mentre allora non si andava fieri della musicassetta registrata dalla radio, (dove comunque la voce dello Speaker, interrompeva la canzone registrata), e si passava da “sfigati” perché non si poteva esibire il disco o la musicassetta originale, oggi la situazione si è ribaltata, oggi è “sfigato” colui che non è capace di rubare musica.

Inutile rammentare il danno economico che questa pratica provoca, ma una domanda sarebbe da porsi. Ci si lamenta continuamente che è raro incontrare il vero talento e la maggior parte della musica proposta è frutto di un copia/incolla di cose già sentite, e non è raro sentire apprezzamenti nostalgici sui miti passati (ci vorrebbe un altro Battisti, i Rolling Stones e i Pink Floyd sono dei gruppi ineguagliabili dalle formazioni odierne, l’originalità di Bob Marley tornerà? Etc. etc.)….. ovviamente la contrazione del mercato musicale ha fatto crollare gli investimenti delle major le quali cercano sempre più di puntare sul sicuro, ed ecco forse svelato l’arcano, non sarà che la moda “FIGA” di scaricare illegalmente usufruendo gratis del lavoro di tanti professionisti del settore abbia portato l’azienda della musica a non investire più sulla musica ma sul personaggio?

Creato il personaggio con i fans esso stesso genera soldi anche solo se va a presenziare in locali, la sua attività musicale diventa un contorno, l’importante è che sia un personaggio seguito in grado di riempire i luoghi delle esibizioni, e di produrre migliaia di click ogni giorno su qualsiasi social network perché questo genera ricchezza.

Ora vi invito a questa riflessione, si dice che l’abito non fa il monaco ma è anche vero  che non si è mai visto un monaco senza abito,  quindi: dovrebbe essere la musica (e le sue emozioni intrinseche) a fare l’artista, perché si accetta che sia l’artista/personaggio a fare la musica/moda?

C’è spazio per tante opinioni su questo argomento ma credo che cambiare le cattive abitudini sociali sia difficile e che le stesse in qualche modo siano indotte.

Tony Magik

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