Voti pesanti in stile Urss, sorrisi tirati, spaccature e tante domande. Ecco il dopo congresso di Forza Italia

Voti pesanti in stile Urss, sorrisi tirati, spaccature e tante domande. Ecco il dopo congresso di Forza Italia

Il nostro commentatore per immagini Beppe Cerutti sceglie una immagine storico calcistica per commentare il fatto politico del periodo. Mazzola e Rivera, la storica staffetta dei campioni divisi in casa. Quello della nobilita e quello del popolo. Si parla ovviamente dell’elezione del nuovo coordinatore cittadino di Forza Italia Gianmario Donida, che succede ad Enzo Bettinelli, e batte Renato Ancorotti. Un po’ a sorpresa, per gli osservatori esterni. Un po’ meno per chi invece conosce meglio le logiche del partito a Crema.

Una vittoria di stretta misura, si, ma una vittoria. Il risultato finale è stato di 134 a 127. Nella foto pubblicata dai giornali in cui Donida e Ancorotti si stringono la mano l’imprenditore della cosmesi elegante nel suo doppiopetto ha un sorriso un po’ tirato di chi nel suo intervento si era dichiarato l’ago della bilancia, l’uomo giusto al momento giusto.

Sorrisi tirati
Sorrisi tirati

L’aria di tensione, riferisce Luca Bettini nella sua cronaca uscita lunedì su La Provincia, si era però alzata già a partire dall’intervento di Simone Beretta che dopo aver smentito che Ancorotti fosse un suo uomo ha detto: “se Renato non dovesse vincere da domani sarà più difficile combattere le battaglie che ci aspettano a cominciare dalla riconquista della poltrona di sindaco di Crema”.

E Renato ha perso. Beretta a caldo, riferisce stavolta Cremaonline, cerca una giustificazione: “la differenza l’hanno fatta il numero degli ammalati, dall’una e dall’altra parte”. Cremaonline riferisce anche di un altro diciamo problema:

in molti si sono affrettati a bollare come “impossibile” che l’attuale capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale “possa prendere ordini da Donida”.

Quindi dopo 9 anni di Bettinelli e dopo che per la seconda volta Ancorotti è entrato in un conclave da Papa e ne è uscito cardinale, ricordiamo la sconfitta, anche quella a sorpresa, alle primarie per la candidatura di sindaco del centro destra nel 2012, sconfitto da Antonio Agazzi, è tempo di un uomo nuovo e lontano dell’establishment classico del partito a Crema.

Nuovo e vecchio. Poi in realtà se si va a vedere i nomi del nuovo direttivo l’impressione è quella di un ricambio a metà. Ci sono infatti nomi storici e qualche nome meno conosciuto (a noi almeno): Opimio Chironi, Roberta Giubilo, Mario Scaramuzza, Paola Orini, Luigi Magni, Stefania Longo, Franco Simeone, Monica Uggè, Simonetta d’Alessio, Enzo Bettinelli, Susanna Guerini Rocco, Giovanni Palumbo, Roberto Turconi, Lorenzo Perolini, Marcello Fortini, Pietro Margheritti, Rosetta Ferrari, Ercole Barbati, Giuseppe Casirani e Renato Ancorotti.

Ma ora? Intanto nelle parole riferite da Beretta ci sta il primo problema. La scalata alla poltrona di sindaco. Continua a mancare il nome di un candidato che sbaragli. L’idea dell’imprenditore parrebbe quella più convincente e che potrebbe avere consensi trasversali. Ma Ancorotti, che aveva detto “adesso non mi penso come sindaco, chiedetemelo tra un anno”, dopo gli ultimi fatti pare fuori gioco.

In città gira insistentemente il nome di Umberto Cabini, anche se gira anche insistentemente la voce che lui a sta cosa non ci pensi proprio e preferisca rimanere dove è adesso. Si sono fatti nomi anche di altri imprenditori o di stimati professionisti. Politici di professione? Mah. Si sa che la vox populi dice tutto e il contrario di tutto ma spesso è la prima a prenderci.

Poi certo ci sono le domande che ci si fa da fuori. Sarà sicuramente Forza Italia ad esprimere il candidato? E Lega e Ncd? Primarie o qualcuno rischia di andare da solo? Agazzi? Avrà mica fatto tutto quello che sta facendo per fare ancora le primarie? Di certo si sa che ha appoggiato Donida, lo ha spiegato lui in un lungo post su Facebook dopo che si era sollevato il caso “giallo” sul suo voto che è uno di quelli “pesanti”. Si perchè il suo voto valeva 20 voti. Per cui è stato di fatto l’ago della bilancia. E Ancorotti lo sottolinea su La Provincia di oggi. Mentre Donida appare più distensivo, “lavoriamo insieme”.

Lavoriamo insieme? forse
Lavoriamo insieme? forse

L’uno che vale 20 è roba da Pcus e da Urss, ha apostrofato Agazzi in maniera ironica Attilio Galmozzi su Facebook. Ma stiamo divagando. La prima cosa da fare adesso è una bella intervista a Donida per vedere che ci racconta sulla sua idea di partito. Il nostro Stefano è già stato avvertito.

Emanuele Mandelli

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