Zucchi candidato acuto, Beretta in auge, Agazzi ribelle pop, Lega e Donida

Zucchi candidato acuto, Beretta in auge, Agazzi ribelle pop, Lega e Donida

La discesa in campo di Enrico Zucchi, ufficialmente alla guida di una lista civica (ma tutto ciò che sa di civico, in Italia, alla fine diviene politico, no? ndr) in vista delle amministrative primaverili forse ha sorpreso qualcuno, compreso probabilmente il coordinatore (di una fazione) di Forza Italia (aspetto questo sempre, erroneamente sottovalutato, in primis dallo stesso interessato) Gianmario Donida (voleva, vuole e vorrebbe sfidarla lui la Bonaldi). Certamente non ha spiazzato noi di Sussurrandom: già nel gennaio 2015 lanciammo infatti tale opzione.

Sì, al netto di qualsiasi smentita, ecco parte da lontano la decisione di Zucchi e, tra le tante cose, significa parzialmente due cose: il ritorno sulla scena (e in Forza Italia?), ammesso e non concesso se ne fosse mai andato, dell’eterno, raffinato stratega Gianni Rossoni (sponsor politico di Zucchi e sindaco di Offanengo) e, in seconda battuta il richiamo a quel nuovo scatto politico caro a Stefano Parisi, ex candidato sindaco di Milano e figura preziosa nel pantheon di Zucchi. Non va sottovalutato il rilancio di Simone Beretta (silente, informato sui fatti e parte attiva) all’interno (e pronto a riprenderlo?) del partito e, ribadiamolo: candidato sindaco, almeno a oggi (domani si vedrà) di Forza Italia. Ergo in un certo senso, mai come in questo caso, affermare che la vecchia Democrazia Cristiana (mettiamoci pure Gianni Risari che la lista Zucchi la guarda con occhi interessati, ndr) o Balena Bianca (che Rossoni, Risari e Beretta arrivano da quella storia epica) che dir si voglia non muore mai, beh non è un azzardo. No?

Può insediare la Bonaldi, Beretta permettendo, Enrico Zucchi, presidentissimo dell’Ac Crema 1908 ormai lanciata verso il derby con la Pergolettese nella stagione 2017 – 2018 che verrà? Sì poiché il Candidato (iniziale doverosamente maiuscola), persona preparata, sveglia, lungimirante, capace, acuta e pragmatica, condensa varie anime (forse più di Donida) del centrodestra, dell’imprenditoria, del commercio, del mondo generoso del volontariato, dello sport e della cosiddetta società civile. Dalla sua, oltre all’europarlamentare, altro personaggio intelligente e attento, Massimiliano Salini ha l’imprenditore Renato Ancorotti, il consigliere regionale Malvezzi e un cospicuo gruppo (non tutti) di poteri forti. Ergo la sfida è lanciata con Stefania Bonaldi nel ruolo di favorita, il Movimento 5 Stelle grande outsider, Zucchi positiva mina vagante, Beretta (in attesa di sviluppi) bilanciere delle varie contese.

Antonio Agazzi, guarda a casa altro protagonista della Dc che fu? Battagliero, guerriero nel contestare certi aspetti della candidatura Zucchi, quantomeno avrebbe meritato, lui popcandidato (garba al popolo) per Eccellenza, le primarie, certamente sostiene Beretta, ma non si limiterà a ingoiare tutti i rospi, (e farebbe solo bene), che li propineranno.

La Lega Lombarda? Buone e giovani intenzioni, perfettamente in rima con ambizioni, prontamente, alla faccia dell’accordo fantasma di facciata con Donida, schieratesi con Zucchi il più furbo, veloce, astuto e calcolatore ad … annusare l’aria che tirava. Del resto, la campagna elettorale (potrebbe essere martellante, snervante e a tratti cattiva), innanzitutto è azzeccare dove tirerà il vento. No?  Intanto, o meglio, tanto per iniziare palla al centro con la speranza che gli elettori sappiano leggere tra le righe, pensare nel lungo periodo e votare il meglio per Crema.

Anche perché il centrodestra si parla, si è parlato e si parlerà. Magari cambierà le carte in tavola? Mah…

Stefano Mauri

 

 

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