18 pennellate di indaco, amanti selvaggi in pausa pranzo nelle campagne

18 pennellate di indaco, amanti selvaggi in pausa pranzo nelle campagne
La pausa pranzo è da sempre il momento migliore per le scappatelle nostrane. Mentre avvisi a casa la moglie che gli spaghetti alle vongole devono aspettare, perchè il direttore ti ha inchiodato alla scrivania causa una virgola sbagliata nelle 90 pagine di report semestrale dell’azienda, ti fiondi ai tuoi sessanta minuti di sesso selvaggio settimanale. Come al solito il luogo di ritrovo non puó che essere qualche parcheggio sperduto in affollate zone industriali: che poi dalla terza volta che sosti lì, il turno in fabbrica si ferma per fare foto segnaletiche degli evidenti fedifraghi da far passare tra amici e parenti.
Ma tant’è, per tradizione gli amanti accecati dalla passione non brillano per acume.
Ed eccovi finalmente insieme. Lei sale sull’auto con finta nonchalance, nascondendosi dietro un paio di occhiali neri, credendo che in quel modo, se il macellaio di fiducia si trovasse a passare di lì, non la riconoscerebbe. I minuti da sessanta sono già diventati 48. Andare al motel fa perdere troppo tempo e poi in tempo di crisi meglio trovare ogni tanto qualche alternativa. E in terra di campagne, cosa c’è di meglio di un’assolata viuzza sterrata sotto il sole cocente delle 13:30 per copulare in libertà? Persi altri dieci minuti per trovarne una che non sia frequentata da agricoltori, prostitute, maniaci dell’abbronzatura, podisti, ragazzini in bivacco e padroni con cani a passeggio e che allo stesso tempo sia abbastanza riparata da non essere scambiata per un live show da chi percorre la statale a fianco, ci si possono finalmente godere i restanti 38 minuti di puro piacere.
Atto primo: durante la sessioni baci appassionati, il freno a mano tirato si conficca in tutte le costole di destra della giovane amante.
Atto secondo: cambio di posizione strategico. Lei sopra di lui, lato guidatore.  Ma dopo qualche contorsionismo, un paio di crampi e sette craniate, sale la consapevolezza che solo in caso di amputazione degli arti inferiori sarebbe possibile accoppiarsi in quello spazio.
Atto terzo: ci si sposta sui sedili dietro, facendo unire al gioco uno sciame di tafani pronti a cogliere il nanosecondo in cui si è aperta la portiera. E quando restano 29 minuti finalmente cominciano a volare i vestiti, ma non tutti, che non si sa mai si avvicini qualcuno. Poi il volto truccato di lei deve restare a distanza di sicurezza dalla bianca camicia aperta sul petto di lui ( l’abbiamo appena detto che gli amanti non brillano per acume, no?) che, preso dalla foga, prima le sfregia il collo con il cinturino dell’orologio e poi quasi l’acceca tirandola a sé, con il ciondolo della prima comunione.
Atto quarto: trovato finalmente l’incastro perfetto, vuoi per la passione, per la frenesia o per il caldo e i tafani insieme il tutto si consuma in 134 minuti secondi, che a confronto le performance delle coccinelle nella pubblicità sembrano gli spot di un’endovena di Viagra.
Il tempo di rivestirsi in silenzio, di pronunciare con vile coraggio il classico ” ti è piaciuto?” e di rispondere il “sì” più credibile possibile, invece del “piuttostomifacevounoradizumbasenzaariacondizionata” ed è ora di ripartire.
Dieci minuti per riportarla al parcheggio, darle un bacio fugace, dirle “ti amo, sei tutta la mia vita, non fosse per i figli scapperei con te stasera stessa” e “non vedo l’ora di rivederti” ed è ora di tornare in ufficio, non prima peró di aver perlustrato tutta l’auto in cerca di un eventuale capello caduto, un frammento di smalto staccatosi o un qualsiasi alone di sudore di ph diverso da quello della fedele consorte che a casa si dispera per lo spaghetto da buttare, con una meticolosità da far invidia agli agenti di tutti gli CSI del globo.

Ed ora eccoci qua: lui in ufficio a bearsi del peccaminoso piacere di quel clandestino incontro di lussuria sfrenata e lei a sospirare al telefono con le amiche di quanto sia fortunata ad aver trovato un uomo che la ama, la fa impazzire di piacere e che un giorno lascerà la moglie per vivere con lei.

Non l’abbiamo forse già detto che gli amanti accecati dalla passione non brillano per acume?

 

 

Barbara Locatelli

(Visited 184 times, 63 visits today)