A cozzare, ma se la Moschea invece fosse un vantaggio e una buona idea?

A cozzare, ma se la Moschea invece fosse un vantaggio e una buona idea?

LE COSE IN ORDINE

Se questo è l’inizio della campagna elettorale di Crema, tra un po’ altro che la superbomba di Trump contro l’Isis, tra la lista mascherata della Bonaldi e i duri confessi di Zucchi. La mischia si accende subito sulla moschea, e se ne fa buon giudice Rossano Salini, sull’Inviato Quotidiano, che dà i voti perfino all’Aiello e a Grossi, che di voti ne prenderanno quattro, se si uniscono.

Il giovane Salini, che si firma “lo sgherro”, prende atto della materia che ha, i partiti usano la religione, degli altri, per qualche voterello in più; ma quella resta egualmente una religione, tra le più seguite al mondo per giunta, nonostante gli sforzi dei partiti in questo momento concordi a una sola voce: come maltrattarla per farci buoni gli elettori?

Crema non è un paesello di 800 abitanti e non rispondo neanche a chi osserva: da loro non esistono chiese cattoliche; due ingiustizie contrarie non si eliminano a vicenda, si sommano. Dunque almeno una moschea. E coi soldi dei fedeli, mi sembra pacifico.

Covo di terroristi? Può darsi, nel mondo della comunicazione andrebbe bene anche un sottoscala, anzi, forse ancora meglio, lontano da orecchie indiscrete. Perlomeno in moschea i potenziali terroristi sono lì, sotto gli occhi di tutti, in bella mostra. Addirittura un vantaggio, come poterli interrogare. Nessuno provi a dire, né Bonaldi né Zucchi, che sia illecito sorvegliarli con pressing e raddoppio di marcatura, i potenziali terroristi, quando cimici e intercettazioni ambientali sono ormai per editto dei giudici un istituto costituzionale, contro i pacifici italiani.

Vietare la moschea; scelgano quale sia l’ispirazione, i cremaschi: vendetta o razzismo?

Flaminio Cozzaglio

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