Si è tenuto nel tardo pomeriggio di oggi, presso la Sala Pietro da Cemmo di Crema, il convegno “Abitare la media città lombarda tra difficoltà e opportunità”, momento di approfondimento e confronto dedicato al tema della casa, delle politiche abitative e delle trasformazioni sociali che stanno interessando i territori lombardi di medie dimensioni.

All’iniziativa sono intervenuti Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale per la crisi abitativa nell’Unione Europea del Parlamento Europeo, il sindaco di Crema Fabio Bergamaschi e il sindaco di Lodi Andrea Furegato. Presente anche il presidente dell’Area Omogenea Cremasca Gianni Rossoni insieme ad amministratori del territorio.

Nel suo intervento introduttivo, il sindaco Fabio Bergamaschi ha evidenziato come il tema abitativo rappresenti oggi “una questione di assoluta centralità”, sottolineando il valore politico dell’istituzione, a livello europeo, di una commissione speciale dedicata alla crisi della casa. Un segnale, ha spiegato, che conferma come quella abitativa sia “una delle grandi questioni ancora aperte e irrisolte della nostra contemporaneità”, non soltanto su scala locale ma internazionale.

Il sindaco ha quindi posto l’attenzione sulla necessità di costruire un raccordo sempre più forte tra le politiche europee e i territori, affinché le strategie messe in campo possano tradursi in ricadute concrete per le comunità locali. In questo quadro, Bergamaschi ha ribadito l’importanza del dialogo e del coordinamento tra territori omogenei come il Cremasco e il Lodigiano, accomunati da dinamiche economiche, sociali e demografiche simili.

Nel corso dell’intervento, il sindaco di Crema ha descritto il contesto nel quale si muove oggi la città: una realtà che beneficia della vicinanza con Milano e delle opportunità economiche che questa genera, ma che allo stesso tempo risente delle conseguenze prodotte dalla pressione immobiliare dell’area metropolitana. Da un lato, infatti, cresce la domanda di qualità abitativa nei territori provinciali lombardi; dall’altro aumentano le difficoltà di accesso alla casa per fasce sempre più ampie della popolazione.

Bergamaschi ha ricordato come Crema rappresenti una “città del benessere”, con redditi medi in costante crescita, ma al tempo stesso non esente da quell’ampliamento delle disuguaglianze che caratterizza il contesto nazionale ed internazionale. Accanto a una fascia di cittadini molto benestanti, aumentano infatti le situazioni di fragilità economica e di difficoltà del ceto medio, esposto all’aumento del costo della vita e degli affitti.

Entrando nel merito dei dati, il sindaco ha evidenziato come il costo medio degli affitti in città abbia ormai superato i 10 euro al metro quadrato, con un incremento del 27% negli ultimi cinque anni, a fronte di salari che nel Paese non hanno registrato crescite comparabili. Una situazione che interessa l’intero territorio cremasco e che si accompagna a una progressiva riduzione dell’offerta abitativa disponibile sul mercato privato.

Tra gli elementi di maggiore criticità sono stati indicati anche l’aumento degli affitti brevi, la tendenza di molti proprietari a privilegiare la vendita degli immobili rispetto alla locazione e la forte pressione sull’edilizia residenziale pubblica. A questo si aggiunge un dato significativo relativo agli immobili sfitti: a Crema oltre il 18% delle abitazioni risulta oggi non occupato, con un dato del Cremasco sostanzialmente analogo.

Di fronte a questo scenario, Bergamaschi ha illustrato le linee sulle quali il territorio sta cercando di costruire risposte strutturali. Da un lato il lavoro sulla pianificazione urbanistica e territoriale, con particolare attenzione al recupero di immobili dismessi e alla promozione di housing sociale, canoni convenzionati, cohousing e soluzioni abitative dedicate alla popolazione anziana. Dall’altro il rafforzamento delle politiche di welfare territoriale, attraverso la costruzione di una vera e propria “agenzia dell’abitare”, capace di supportare gli enti locali nella progettazione e nella gestione delle politiche abitative.

Il convegno è proseguito con il confronto tra i relatori sulle possibili strategie condivise tra territori e sul ruolo che l’Europa potrà avere nel sostenere economicamente e normativamente gli enti locali chiamati a fronteggiare una questione che, da emergenza, appare sempre più strutturale.

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